La produzione industriale soffre,
il crollo è del 12% rispetto al 2007
Le ripercussioni della crisi finanziaria sull'economia reale partono dal settore dell'auto che perde
10-02-2009 | Economia | Raffaela Ulgheri

ROMA. «La produzione industriale sconta il calo dei consumi ed è segno evidente di un forte clima delle famiglie». Con queste parole il Centro studi Cidec (Confederazione italiana degli esercenti commercianti) ha commentato il dato diffuso questa mattina dall'Istat sulla produzione industriale nel mese di dicembre. Secondo l'ufficio statistiche, rispetto al 2007 ci sarebbe stata una diminuzione tendenziale del 12,2%, che supera però il 14% se corretta per i giorni lavorativi. Su base mensile la riduzione è pari al 2,5 per cento.
I dati. Nel dettaglio, dicembre 2008, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, ha visto una variazione negativa per tutti i raggruppamenti principali di industrie: -20,4% per i beni intermedi, -18% per i beni strumentali, -9,8% per l'energia e -7,1% per i beni di consumo. Mentre nei settori principali dell'industria italiana si assiste a vertiginose cadute, soprattutto nel settore dei mezzi di trasporto, che registrano un -31,5%, nella lavorazione dei materiali metalliferi (-25,3%), della gomma e materie plastiche (-25,2%) e nella produzione di metallo e prodotti di metallo (-22,4%). Ma il dato più allarmante è riferibile al settore auto che ha visto un calo di produzione del 18% sull'anno e del 48% nel mese di dicembre.
Ripercussioni sull'economia reale. Secondo il Cidec questi dati confermano la gravissima crisi economica in atto. «Le previsioni per i prossimi mesi delineano un quadro di perdurante stagnazione - afferma il centro studi -. È chiaro che di fronte a una situazione così difficile vi sono gravi ripercussioni anche sull'economia reale». E mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, afferma che «le misure adottate dal Governo, pur nella necessaria salvaguardia dei conti pubblici, tendono a garantire il credito alle imprese e a stimolare la domanda interna attraverso sostegni diretti alle famiglie disagiate (come la carta acquisti, il bonus fiscale e i bonus per luce e gas) e a incentivare i consumi di beni durevoli», Confesercenti individua nell'analisi dell'Istat lo specchio dei timori per il 2009. «I dati sulla produzione industriale di dicembre e dell'intero 2008 - denuncia la confederazione - ci ricordano che il 2009 è un anno economico con i piedi di argilla perché il nostro Paese sta attraversando la più grande recessione industriale degli ultimi venti anni».
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