Decreto antistupri: via libera alle ronde non armate

Il Cdm riunito a palazzo Chigi ha approvato
il disegno di legge sulla sicurezza

20-02-2009 | Politica | Mara Fratus

Roberto Maroni

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha detto sì, con un semplice inciso contenuto nel decreto antistupro, alle ronde volontarie e non armate di cittadini. In queste ore il Cdm, infatti, riunito a palazzo Chigi, ha approvato all'unanimità, il disegno di legge di 12 articoli, definito dal ministro dell'Interno Umberto Maroni, contenente misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale, specificando, con un'inciso, all'interno dell'articolo 6, comma 3 (piano straordinario di controllo del territorio), che i sindaci potranno avvalersi di associazioni di cittadini non armati, 'in coordinamento con i Prefetti'. Era questo il dettaglio che doveva essere inserito in forma scritta nel dl per permettere al decreto di non ricevere una controfirma negativa dal Quirinale.

Le dichiarazioni. "Lo strumento del decreto legge e' essenziale perche' un Governo possa intervenire tempestivamente", afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull'utilizzo dei decreti legge da parte del Governo. "Devono essere persone che sanno quello che fanno", dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferendosi agli elenchi dei volontari che verranno tenuti dalle Prefetture. Il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri spiega: "Il decreto approvato oggi rende giustizia alle tante vittime di chi ha brutalmente abusato di loro, le tutela impedendo finalmente scarcerazioni facili. Si dà così una risposta chiara anche a quanti, all'interno della magistratura, hanno minimizzato il comportamento di persone violente che vivono illegalmente nel nostro paese. Mano dura, per far vincere il diritto e lo Stato. Bene poi l'impiego per le ronde sul territorio di ex agenti di polizia, carabinieri e forze armate. Si valorizza l'esperienza di anni al servizio dei cittadini e si evita di farsi giustizia da soli, uscendo da una spirale di violenza il cui rischio sarebbe quello di fare altre vittime".

Le norme. Fra le misure principali del decreto c'è il divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale, i membri delle ronde non dovranno essere armati e saranno in maggior parte personale delle forze dell'ordine in pensione, ci sono norme sullo stalking  e il periodo in cui gli immigrati clandestini possono essere trattenuti nei centri di identificazione passa da due a sei mesi.

  • Roberto Maroni

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