Israele, Netanyahu nuovo premier
esecutivo entro sei settimane
Peres affida l'incarico al leader del Likud,
no della Livni al governo di unità nazionale
20-02-2009 | Esteri | Andrea Fagioli

Benyamin Netanyahu ha accettato questa mattina l'incarico di formare il nuovo governo israeliano. Dopo le consultazioni con i leader dei vari partiti, il presidente Shimon Peres ha scelto il numero uno del Likud, nonostante nelle elezioni del 10 febbraio avesse ottenuto 27 seggi nella Knesset, parlamento dello Stato ebraico, contro i 28 dei centristi di Kadima. Il nuovo premier ha ora sei settimane a disposizione per formare il nuovo esecutivo.
Estrema destra ago della bilancia. A far cadere la scelta su Bibi Netanyahu, già premier tra il 1996 e 1999 è stata l'estrema destra, in particolare Yisrael beitenu (Israele patria nostra) di Avigdor Lieberman, che con 15 seggi è la terza forza del paese. Nel colloquio con Peres, Lieberman ha detto di volere un governo di unità nazionale, formato da Likud, Kadima, Yisrael beitenu e le altre forze della destra laica e religiosa. Netanyahu disporrebbe comunque dei 65 seggi della destra su 120 totali, ma il presidente Peres preferirebbe un governo di unità nazionale, allargato anche ai laburisti, piuttosto che un esecutivo supportato a destra dalle fragili alleanze tra gli ortodossi sefarditi dello Shas e quelli askhenaziti della Torah.
No della Livni. Il leader di Kadima, Tzipi Livni, ha però escluso una sua partecipazione a un governo guidato da Netanyahu. Secondo l'ex ministro degli Esteri infatti, l'incarico di comporre il nuovo governo spettava a Kadima, uscito vincitore, anche se di un solo seggio, dalla competizione elettorale.
Anp, tratteremo, ma a determinate condizioni. "Noi tratteremo con qualsiasi governo israeliano - ha fatto sapere il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Maze - a patto che si impegni nella soluzione dei due stati e blocchi le azioni dei coloni".
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