Nel settore automobilistico i dati peggiori dal 1993

Istat: industria in forte calo,
flessione dello 0,5% nel fatturato

In positivo solo i beni di prima necessità, in particolare bevande e tabacco

20-02-2009 | Economia | Maria Grazia Pusceddu

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ROMA - L'industria italiana ancora in forte calo come confermano gli ultimi dati Istat. Confrontando la media del 2008 con quella del 2007 il fatturato dell'industria ha registrato una flessione dello 0,3%.
Ma a incidere sulla flessione è stato soprattutto l'ultimo trimestre dell'anno: negli ultimi tre mesi del 2008 il fatturato è, infatti, diminuito dell'8,3% e gli ordinativi del 18%.

Fatturato nazionale - Soffre a dicembre anche il fatturato nazionale che registra un -11,4% mentre quello estero cala del 7,6%. Nella media, il 2008 segna nel fatturato nazionale una flessione dello 0,5% e quello estero dello 0,1%. Gli ordinativi registrano, invece, un calo maggiore in ambito estero (-19,7% a dicembre e -6,6% nella media 2008), mentre la media nazionale è più contenuta (-13,1% a dicembre gli ordinativi nazionali, -1,3% la media 2008; -19,7% il calo sugli ordinativi esteri a dicembre, -6,6% la media 2008).

Automobili -
I dati peggiori si sono registrati nel settore automobilistico. A dicembre il fatturato è crollato del 29,6% rispetto a dicembre 2007 e gli ordinativi sono scesi al 33,3%. Se si considera la media del 2008, gli autoveicoli ha registrato un calo del 7,6%, la diminuzione maggiore dal 1993. Gli ordinativi, invece, sono diminuiti durante l'anno dell'11,4%.

Beni di consumo -
L'unica eccezione si è registrata nei beni di consumo; a dicembre il fatturato ha segnato un aumento ( 3,2%, distinto in -11,4% per i beni durevoli, e -6,5% per i beni non durevoli), scendono, invece, i beni strumentali (-10,2%), i beni intermedi (-16,3%) e l'energia (-28,8%).
Segni più anche per le industrie alimentari, in particolare quelle delle bevande e del tabacco (11,4%, 6% per la media 2008) e l'industria della carta, stampa ed editoria ( 1,2%, ma -0,9% sull'anno).
Per il resto a dicembre ci sono una serie di cali a due cifre: estrazione di minerali (-26,5%), raffinerie di petrolio (-28,2%), produzione di metallo e produzione di mezzi di trasporto (-17% in entrambi i casi), fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (-18,1%).
Cali più contenuti, invece, per le industrie tessili e dell'abbigliamento (-1,3%) e delle pelli e calzature (-8,5%).
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