Pd, domani l'Assemblea
Franceschini o Parisi il reggente

I Democratici alle prese con il dopo Veltroni
Segretario fino a ottobre o primarie subito

20-02-2009 | Politica | Simone Callisto Manca

Il simbolo del Pd

ROMA - Nel Partito Democratico giornata interlocutoria, in attesa dell'Assemblea di domani che ne deciderà il futuro. I candidati a guidare il Pd dopo le dimissioni di Veltroni sono sempre due: Dario Franceschini e Arturo Parisi.

I candidati: I due esponenti rappresentano due idee differenti su come affrontare la crisi della principale forza del centrosinistra. Dario Franceschini era il vice di Veltroni e rappresenta, in un certo senso, la continuità con la linea politica dell'ex segretario. Eletto alle primarie del 14 ottobre 2007 in ticket con l'ex sindaco di Roma, Franceschini gestirebbe come "reggente" il partito fino al prossimo ottobre. Guiderebbe quindi il Pd in due appuntamenti elettorali molto delicati: le Europee e le Amministrative del prossimo 6-7 giugno.

Da parte sua, Arturo Parisi porta avanti un'idea diversa.  L'ex ministro della Difesa, già braccio destro di Prodi, è sempre stato un tenace oppositore di Veltroni. Presentatosi alle primarie come sostenitore della Bindi, che durante la campagna elettorale lanciò le bordate più dure contro l'ex sindaco di Roma,  Parisi ha sempre criticato la "fusione a freddo" del Pd, sostenendo che la sua realizzazione pratica ha tradito l'ispirazione originale, l'Ulivo del 1996. Se domani venisse incoronato segretario, o reggente, spingerebbe per una transizione meno lunga e convocherebbe le primarie per l'elezione del nuovo leader prima di Europee e Amministrative.

Sullo sfondo, comunque, rimangono i veri aspiranti alla poltrona di segretario dei Democratici. Per ora sono solo due: Enrico Letta e Pierluigi Bersani. Il primo è a favore di uno spostamento stabile del Pd al centro, che dovrebbe passare attraverso un'alleanza programmatica con l'Unione di Centro. L'ex ministro delle Attività Produttive, che aveva lanciato la sua candidatura quando ancora Veltroni non si era dimesso, non si è invece ancora espresso su possibili alleanze future ma è possibile immaginare che il suo profilo di uomo di sinistra avrebbe conseguenze diverse sulla linea politica del Pd di quante ne avrebbe una segreteria Letta.

Questi discorsi sono comunque ancora prematuri. Per ora la disputa è tra Franceschini e Parisi. Da dopodomani in poi potrebbe cambiare tutto. Anche l'intero gruppo dirigente.

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