PYONGYANG - La Corea del Nord si prepara al lancio del satellite Kwangmyongsong-2, che verrà fatto decollare a bordo di un missile Unha-2 a partire dalla costa orientale.
Secondo i servizi americani e sudcoreani si tratterebbe di un missile balistico intercontinentale, pronto per raggiungere l'Alaska con una testata nucleare. Il regime di Kim Jong Il nega il test missilistico, parlando di un vettore per le telecomunicazioni connesse allo sviluppo spaziale.
Gli osservatori ricordano tuttavia che nel 1988 Pyongyang aveva dichiarato il lancio di un satellite ma in realtà era un test per il missile Taepong-1 lanciato verso il Giappone. La Corea del Nord ha già effettuato nel 2006 un test di lancio del Taepong 2, che è però fallito. Il governo sud-coreano insiste nella politica di dialogo e conferma di rispettare tutti gli accordi raggiunti con i due Paesi, inclusi i punti sottoscritti dai predecessori durante i due storici vertici inter-coreani del 2000 e del 2007. Seoul chiede inoltre alla Corea del Nord di ritornare al tavolo delle trattative e di riprendere il cammino di pace.
Intanto dalla Cina giunge la notizia della sparizione dello studioso cinese Jin Xide, ricercatore presso l'Accademia cinese di scienze sociali: sarebbe stato prelevato da agenti della sicurezza per aver diffuso notizie sullo stato di salute del dittatore nord-coreano Kim Jong-Il. Egli è stato visto per l'ultima volta a metà gennaio; fonti anonime confermano una indagine a carico del professore per aver diffuso segreti di Stato. Una imputazione per la quale si rischia in Cina anche la pena di morte.
Dall'estate scorsa si sono moltiplicate le voci sullo stato di salute del leader Kim Jong Il, che il 16 febbraio ha festeggiato il 67/o compleanno. Il dittatore nordcoreano sarebbe stato colpito da un ictus a metà agosto e la sola apparizione pubblica in questi mesi è avvenuta a gennaio, quando egli ha incontrato Wang Jiarui, esponente di primo piano del Partito comunista cinese in visita a Pyongyang.
Violazioni dei diritti umani per un Paese ridotto alla fame. Dal 1948 il Paese è retto da un regime comunista di tipo staliniano integrato con i princìpi tipici dell'assolutismo dinastico orientale. Le modifiche costituzionali apportate alla morte del Padre della Patria Kim Il-Sung (1994) proclamano l'eternità della Presidenza del dittatore defunto e introducono la continuità dinastica al vertice del Paese. Kim Jong Il, figlio e successore di Kim II Sung, è diventato Capo assoluto del Paese col titolo ufficiale di Caro Leader. Il Paese è fortemente militarizzato e la più alta carica amministrativa è quella di Ministro della Difesa. Il servizio militare è considerato permanente in base al principio della Nazione Armata. Ogni cittadino adulto è tenuto, senza esclusione di sesso, stato sociale od occupazione, a dedicare parte del proprio tempo all'Esercito attraverso la partecipazione frequente a corsi di specializzazione e formazione, parate, attività militari. La legislazione è affidata alla Suprema Assemblea del Popolo, attualmente guidata dal Presidente Kim Jong nam. Nella Corea del Nord è presente un unico partito politico (Fronte Democratico per la Riunificazione della Terra dei Padri). Diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, accusano la Corea del Nord di occupare una delle peggiori posizioni nel mondo. I nord coreani sono stati descritti come uno dei popoli più brutalizzati del mondo a causa delle severe restrizioni imposte alla loro libertà politica ed economica. Degli esuli nord coreani hanno testimoniato l'esistenza di campi di internamento, che si stima contengano dai 150 000 ai 200 000 prigionieri (circa lo 0,85% della popolazione) e hanno riferito torture, omicidi, stupri, esperimenti medici, lavori e aborti forzati.
Ieri Seoul ha inoltre diffuso il Libro bianco 2008 sulla Difesa, che definisce il regime nord-coreano una minaccia sui diritti dell'uomo. Dal rapporto emerge un incremento generale della spesa nel settore militare da parte del governo comunista: il numero dei soldati è cresciuto di 20mila unità dal 2006, toccando quota 1.2 milioni; sono aumentate del 50% le unità speciali capaci di infiltrarsi in Corea del Sud; le armi chimiche a disposizione variano dai 2.500 alle 5.000 tonnellate. Le spese militari decise da Pyongyang stridono con la condizione della popolazione nord-coreana, che continua a patire fame e stenti; i bambini vengono regolarmente sfruttati come forza lavoro.
Il 9 ottobre 2006 la Corea del Nord ha condotto il suo primo test nucleare. L'esplosione è stata più piccola del previsto e alcuni esperti statunitensi hanno suggerito la possibilità che il test sia fallito. Precedentemente il regime aveva affermato la produzione di armi nucleari ed in base all'intelligence statunitense e ufficiali militari ha prodotto o ha la capacità di produrre fino a sei o sette dispositivi nucleari. Il 17 marzo 2007 la Corea del Nord ha affermato nei negoziati internazionali che avrebbe iniziato i preparativi per la disattivazione del sito nucleare principale.
Il 27 giugno 2008 è stata disabilitata una torre di raffreddamento ad acqua nel sito nucleare di Yongbyon. È stato riferito che senza di essa non sia possibile creare plutonio. Questo evento è stato salutato come un segno che il regime vuole concretamente terminare il proprio programa nucleare. Il 17 gennaio 2009 è stata riportata la notizia che la Corea del Nord avrebbe trasformato in armi circa 30 kg di plutonio, prodotto precedentemente dal reattore.