Italia-Francia, firmato a Roma
accordo sul nucleare

Berlusconi, "Una gioia", Sarkozy, "Accordo storico"
sul piede di guerra gli ambientalisti

24-02-2009 | Politica | Andrea Fagioli

Nucleare

Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi hanno firmato oggi a Roma un accordo sul nucleare che prevede la costruzione sul territorio italiano di quattro centrali di ultima generazione. Nel corso dell'incontro a Villa Madama, anche Enel e Edf (Electricité de France) hanno firmato un documento che disegna un futuro di stretta collaborazione tra le due società. Ora, per il via libera alla costruzione delle centrali, oltre 20 anni dopo il referendum che ha messo al bando l'energia nucleare in Italia, manca solo l'ok del Parlamento al decreto di legge Scajola.

Berlusconi: "Una gioia firmare quest'accordo". Nella conferenza stampa al termine dell'incontro, il presidente del Consiglio ha definito una gioia la firma dell'accordo. "Dobbiamo adeguarci - ha detto - perché il futuro sta nelle energie rinnovabili e nel nucleare". Berlusconi ha anche attaccato gli ambientalisti che, a suo parere, con il loro "fanatismo ideologico" hanno bloccato lo sviluppo di un settore in cui l'Italia negli anni '70 era protagonista.

Sarkozy: "Accordo storico". Felice dell'accordo siglato anche il titolare dell'Eliseo, che ha detto che il suo governo farà tutto il possibile per facilitare il ritorno dell'Italia al nucleare e ha aggiunto che la Francia è pronta a una partnership illimitata sul tema.

Legambiente: "Accordo pericoloso e miope". Di tutt'altro parere gli ambientalisti italiani. Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, la decisione è "miope e pericolosa", perché resta aperto il problema dello smaltimento delle scorie, e perché, dati i costi, è una scelta che in questo momento "l'Italia, in piena crisi economica, non può permettersi". Polemico anche l'ex deputato dei Verdi, Paolo Cento, che ha fatto sapere di valutare tutte le azioni politiche, compreso il referendum. "D'altronde proprio con un referendum, i cui effetti sono ancora validi dal punto di vista giuridico, - ha dichiarato - il 62% degli italiani decise di far uscire l'Italia dal nucleare dopo la tragedia di Chernobyl".

Britannico Independent: "Nuovi reattori più pericolosi dei vecchi". A supportare le tesi degli ambientalisti c'è anche un'inchiesta pubblicata dal The Independent, secondo cui le centrali nucleari di nuova generazione, le Epr (European Pressurised Reactors), sarebbero molto più pericolose dei reattori che dovrebbero sostituire. Stando a quanto scrive il quotidiano britannico, sebbene le probabilità che si verifichi un incidente nelle nuove centrali sia minore, gli effetti di un'eventuale nuova Chernobyl sarebbero molto più devastanti.
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