WASHINGTON - "L'America risorgerà dalla crisi più forte
di prima". E' quanto ha affermato questa notte il presidente americano,
Barak Obama, in un discorso al Congresso. Obama, nel suo primo discorso al
Congresso in seduta plenaria, ascoltato da milioni di persone in diretta tv, ha
lanciato l'ennesimo messaggio di speranza.
In 52 minuti Obama ha toccato tema su tema tutti gli ambiziosi punti del
programma di governo.
Le dichiarazioni. ''Ricostruiremo l'America - ha detto -
usciremo dalla recessione e torneremo a galla più forti di prima''. Le risposte
ai nostri problemi - ha continuato - non sono al di fuori della nostra
portata; ciò di cui questo Paese ha
bisogno è unire le forze per affrontare a muso duro gli ostacoli e assumere insieme
le responsabilità per il nostro futuro''.
La crisi economica. La crisi economica ''è reale ed è
dappertutto''. Ha risposto così il leader degli Stati Uniti alle dichiarazioni
del presidente della FED, Ben Bernanke, che ieri ha anticipato la possibilità
di una ripresa sin dal 2010.
"Non possiamo arrenderci a una infinita
recessione", ha spiegato Obama, che ha anche ripresentato la sua agenda
economica. I risparmi, ha detto ''sono al sicuro'' e ''le banche continueranno
a funzionare'' e il Congresso deve ''fare tutto quello che è necessario'' per
salvare il settore del credito, perché salvare le banche significa salvare gli
americani. Obama ha promesso tagli alla spesa pubblica per 2000 miliardi in
dieci anni e ha ribadito che taglierà il deficit alla metà entro la fine del
suo primo mandato. Le priorità resteranno la creazione di posti di lavoro, il
raddoppio della consistenza delle energie rinnovabili, la riforma della sanità
e la promozione della cultura e dell'educazione scolastica.
Politiche sociali e ambientali. Per quanto riguarda le politiche sociali
Obama ha parlato di riforma della sanità, di riduzione delle emissioni di gas
inquinanti in atmosfera, d'indipendenza dal petrolio mediorientale e politiche
attive d'investimenti in ricerca e tecnologie pulite.
La politica estera. Obama ha dedicato alla politica estera
solo una piccola parte del suo discorso ma ha posto l'accento
sulla fine della guerra in Iraq e Afghanistan. La linea
d'intervento - ha confermato il giovane presidente americano - sarà ''senza equivoci e senza tortura'' e il
carcere di Guantanamo rimarrà chiuso.