Ieri è stato firmato a Roma il patto Italia - Francia

«Ritorno al nucleare in 5 anni»
La sfida dell'onorevole Scajola

Il ministro dello Sviluppo Economico ha definito i tempi di realizzazione della prima centrale

25-02-2009 | Politica | Paolo Camedda

Claudio Scajola

ROMA - «La prima centrale nucleare sarà realizzata in Italia entro cinque anni. Quattro anni occorrono per avere tutte le autorizzazioni, mentre uno occorre per l'effettiva costruzione». Sono questi i tempi del ritorno dell'Italia al nucleare secondo il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, che oggi ha parlato con  i giornalisti all'indomani dell'accordo sul nucleare fra Italia e Francia.

Il piano del governo. Il governo Berlusconi intende dunque avviare la costruzione della prima centrale nucleare entro la fine della legislatura. Il disegno di Legge che contiene le modalità con cui l'Italia tornerà a produrre energia nucleare (il cosiddetto Ddl Sviluppo) è già stato approvato alla Camera, e nei prossimi giorni sarà discusso in Senato. Scajola spera che entro aprile venga convertito in legge. Il ministro dello Sviluppo Economico ha poi spiegato il senso dell'accordo fra Berlusconi e Sarkozy: «Costruiremo centrali nucleari in Italia, ma anche in altri Paesi grazie all'aiuto francese. Intendiamo usufruire delle tecnologie più moderne e dar spazio a tutte le imprese che vogliono impiantare centrali nel nostro Paese», ha affermato il deputato di Forza Italia. Per quanto concerne la scelta dei siti in cui costruire le centrali, Scajola ha fatto presente che nel referendum del 1987 che pose fine alle centrali nucleari in Italia, nei comuni dove esse si trovavano si votò a favore del loro mantenimento.

Nucleare: «No grazie». Contro la scelta operata dal governo Berlusconi sul piano dello sviluppo energetico del Paese si è levato un coro di dissensi. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, non crede alle parole di Scajola: «Le nuove centrali nucleari non saranno pronte prima del 2050, - ha affermato l'ex pm - quando il resto del mondo avrà messo a punto una nuova forma di energia più redditizia. Bisognerebbe invece investire sulle energie rinnovabili». Contrario alla costruzione di centrali nucleari nelle proprie regioni si dicono anche il presidente della Toscana Claudio Martini e l'assessore pugliese all'ecologia, Michele Losappio. Il piano energetico del governo italiano stride infine anche con le parole del neopresidente americano Barack Obama, che ha dichiarato che gli Stati Uniti incentiveranno nei prossimi anni lo sviluppo delle forme di energia alternativa (eolico e solare). 

  • Claudio Scajola

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