Appovato in Senato con 154 voti favorevoli

Il Ddl 'anti fannulloni è legge

Brunetta: "I bravi dipendenti non avranno problemi,
i fannulloni dovranno fare qualche riflessione"

25-02-2009 | Politica | Mara Fratus

brunetta

ROMA - Il Ddl anti fannulloni è legge. Con 154 voti a favore e un voto contrario, il disegno di legge sulla razionalizzazione e ottimizzazione della Pubblica Amministrazione, messo a punto dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, è stato approvato dal Senato. L'opposizione non ha votato e il Ddl, meglio conosciuto come 'anti fannulloni', è passato al Senato in terza lettura, senza alcuna modifica.

Il ministro. "Questa è la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi", commenta Brunetta. "Per la prima volta una riforma che mette al centro 60 milioni di cittadini italiani, 60 milioni di clienti, considerati fino ad oggi - commenta il ministro - sudditi e non utenti, clienti, che da oggi potranno giudicare, arrabbiarsi e la cui voce sarà ascoltata e che avranno diritto a servizi di qualità. E' la rivoluzione e mi metto in gioco personalmente a dar conto di mese in mese, di trimestre in trimestre, di semestre in semestre - aggiunge - di come questa rivoluzione sarà implementata e realizzata. Comincio già da venerdì a fare una grande consultazione con tutti i portatori di interesse del settore per dire la legge è stata approvata adesso scriviamo insieme i decreti delegati che poi verranno presentati al Parlamento su cui chiederò il parere del Parlamento e poi gireranno l'Italia e poi realizzeremo l'Authority, l'Agenzia, la consultazione on-line continuativa. Nell'arco di pochi mesi - spiega - si avranno già le prime valutazioni e risultati. I decreti delegati saranno approvati prima dell'estate, dall'autunno sarà tutto in piena efficienza e in piena incrementazione. Poi giudicheranno i cittadini italiani se la loro vita sarà cambiata o no". "I dipendenti - sottolinea Brunetta - saranno chiamati a fare il loro dovere. I bravi non avranno problemi. I fannulloni dovranno invece fare qualche riflessione. I bravi, che sono la maggioranza, troveranno finalmente una Pubblica amministrazione apprezzata da 60 milioni di cittadini italiani e quindi non più una palla al piede del Paese ma motore dello sviluppo. Questo risultato vorrà dire più remunerazione o meno remunerazione, sarà legato alla produttività, premi legati alla produttività. Per coloro che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno sacrifici ma anche onori e salari più alti. In verità - conclude il ministro della Funzione Pubblica - la rivoluzione in parte è già in atto perchè tutto ciò che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa, basti pensare alle assenze per malattia nella Pa che si sono ridotte fino al 70%, basti pensare ai distacchi sindacali, all'operazione trasparenza sulle consulenze".

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