ROMA - Il 2009 sarà per l'Italia un anno di recessione. Il Pil scenderà del 2,5%. Lo afferma nel suo rapporto l'Isae (Istituto di Studi e Analisi Economica), un ente pubblico di ricerca che svolge indagini per Governo, Parlamento e Pubbliche Amministrazioni. Tra le altre cose, l'Istituto prevede per l'anno in corso un tasso di disoccupazione pari all'8,1% e una contrazione di importazioni ed esportazioni.
2009, anno di recessione. 2010, lenta ripresa. I due punti percentuali e mezzo che il Pil perderà nel 2009 in Italia segnalano che la crisi durerà per tutto l'anno in corso. Secondo l'Istituto la flessione del Prodotto Interno Lordo è influenzato "dalla forte caduta" avuta negli ultimi mesi del 2008, dovuta soprattutto al forte calo delle esportazioni "penalizzate dalla caduta dell'economia tedesca e dagli investimenti". Il periodo più difficile sarà il primo semestre dell'anno in corso, mentre da luglio in poi la situazione dovrebbe migliorare per effetto "dell'interruzione della caduta della domanda mondiale e degli effetti benefici della riduzione dell'inflazione sui redditi reali delle famiglie". Questo processo moderatamente virtuoso dovrebbe portare, nel 2010, a "un lento processo di ripresa": per il prossimo anno il Pil dovrebbe salire dello 0,4%.
La flessione del Pil nel nostro Paese nel 2009 è identica a quella attesa nell'area euro, mentre sarà minore di tre decimi nel 2010. Nei paesi del Vecchio Continente che hanno la moneta unica il Pil dovrebbe infatti crescere in media dello 0,7%.
E gli Usa? Gli Stati Uniti nel 2009 saranno "meno" in recessione rispetto all'Europa e nel 2010 dovrebbero trainare la ripresa mondiale. Nell'anno in corso il Pil dovrebbe infatti calare del 2% (più 0,5% rispetto all'Europa), mentre nei prossimi dodici mesi dovrebbe crescere del 2,2% (un punto percentuale e mezzo rispetto allo stesso periodo in Europa ed 1,8% rispetto all'Italia).