Roma, tutto da rifare per gli inquirenti
Stupro nel parco della Caffarella Scagionati i due romeni
Il dna di Alexandru Loyos e Karol Racz non combacia con quello degli aggressori di San Valentino
04-03-2009 | Cronaca | Valentina Guido

ROMA- Venti giorni dopo si scopre che è tutto da rifare: Alexandru Loyos e Karol Racz, i due romeni arrestati il 17
febbraio, non sono colpevoli dell'aggressione avvenuta a Roma nel parco della Caffarella il giorno di San Valentino.
I test sul dna rivelano che non sono stati loro a stuprare una 15enne dopo aver picchiato il suo fidanzato.
Non si cerca un terzo uomo. Ma la Procura di Roma nega di essere sulle tracce di un terzo uomo, il vero colpevole che, secondo qualcuno, Loyos starebbe proteggendo. Gli inquirenti nelle prossime ore valuteranno le prove che hanno portato in carcere le persone sbagliate. Contro di loro c'è il riconoscimento della vittima, che, dopo aver osservato le foto di 12 sospetti, ha indicato in Loyos il suo carnefice. Ma soprattutto, c'è la confessione del 20enne Alexandru Loyos, che la notte del 17 febbraio ha calunniato se stesso e il connazionale 36enne Karol Racz. L'interrogatorio non lascia molti dubbi, visto che Loyos racconta tutto nei minimi particolari, ma solo due giorni dopo il romeno ritratta e dice di essere stato picchiato dai poliziotti.
Racz e lo stupro di Primavalle. In attesa della decisione del riesame fissata per lunedì, il legale di Racz, Lorenzo La Marca, ha dichiarato ad Adnkronos che "si tratta della sconfitta delle indagini tradizionali. Le nuove tecnologie sono un grande aiuto anche per pervenire con maggiore certezza e infallibilità alla verità". La Marca ha aggiunto che "i risultati della prova del dna sono definitivi" e si augura che qualche gruppo di volontari si prenda cura di Racz e lo assista "dopo tutto quello che ha passato". Ma c'è un elemento che complica la posizione di Karol Racz: la donna violentata il 21 gennaio nel quartiere romano di Primavalle lo ha accusato dello stupro. Tuttavia, visti i molteplici errori, gli inquirenti adesso procedono con cautela.
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