Roma - Ancora sciopero per i giornalisti de "l'Unità" dopo la decisione dell'editore Renato Soru di non investire nuovi capitali nel quotidiano. Mancano quattro milioni di euro nelle casse da trovare entro il 23 marzo, giorno in cui si riunirà il prossimo consiglio di amministrazione. Al momento non c'è un piano di risanamento, le ipotesi sul tavolo poste dall'amministratore delegato della società editrice Nie, Antonio Saracino, prevedono solo tagli. Questo il futuro prospettato: chiusura delle redazioni locali di Roma e Milano, riduzione del 7% dello stipendio dei 105 giornalisti, prepensionamenti, riduzione della foliazione da 48 a 40 pagine. «Lo sciopero - si legge in una nota del Cdr - si pone contro il ridimensionamento aziendale che provocherebbe ripercussioni sugli organici e sulla fisionomia stessa del prodotto».
Insomma si cerca di tagliare per attirare capitali e nuovi soci, il giornale è in crisi ma ha aumentato le vendite. A febbraio ha superato la soglia di 50mila copie vendute, mentre a luglio il quotidiano era fermo a quota 42mila. La nuova "l'Unità" diretta da Concita De Gregorio da agosto, ha cambiato formato a ottobre, un'operazione che è costata 800mila euro tra lancio e riforma grafica.
L'editore. « C'e' una crisi dell'editoria in tutti il mondo e l''Unita'' non e' da meno. C'e' da ristrutturare e gli amministratori ci stanno lavorando», ha detto Renato Soru ai giornalisti mentre lasciava la sede del Pd. Lo stesso ex segretario del partito, Walter Veltroni, ha chiesto all'editore di impegnarsi nella proprietà del giornale, ma la sua decisione di tirarsi indietro pare legata alla cocente sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna.
Intanto l'ex direttore Antonio Padellaro, uscito di scena ad agosto con l'arrivo del nuovo editore e del nuovo direttore Concita De Gregorio, pensa a un nuovo giornale. Dovrebbe avere come testa "Il fatto", e collocarsi a sinistra vicino all'Idv di Antonio Di Pietro.