Bashir contro l'Aja:
"Usa ed Europa terroristi"
Anche la Cina contraria alla decisione della Corte penale internazionale
05-03-2009 | Esteri | Andrea Fagioli

Il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità dalla Corte penale internazionale dell'Aja (Cpi), ha respinto il mandato d'arresto e bollato come terroristi i leader di Stati uniti ed Europa. "Noi abbiamo rifiutato di inginocchiarci di fronte al colonialismo perché ci inginocchiamo solamente di fronte a Dio, per questo il Sudan è stato preso di mira" ha detto di fronte ai suoi sostenitori riuniti per protestare nella piazza dei Martiri della capitale Kartoum. "Il Sudan rappresenta la voce che ha detto 'no' a tutti i tentativi di dominazione e abbiamo sempre buttato fuori gli occupanti", ha concluso Bashir brandendo in aria un bastone, mentre i manifestanti scandivano slogan contro gli Usa.
Cina: contrari a ogni azione che vanifichi sforzi per la pace. Dopo le reazioni di Russia, Egitto e Unione africana (Ua), che temevano che la decisione mandasse in crisi il delicato processo di pace in Sudan, anche la Cina ha chiesto che il consiglio di sicurezza dell'Onu, di cui è membro permanente, sospenda l'arresto. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Qin Gang, ha espresso preoccupazione che la decisione possa peggiorare la situazione in Darfour e ha fatto sapere che la Cina si opporrà a "qualsiasi azione che possa vanificare gli sforzi per la pace in Darfur e in Sudan". Anche il presidente dell'assemblea delle Nazioni unite, il nicaraguense Miguel d'Escoto Brockmann, si è detto contrario al mandato d'arresto, secondo lui motivato "più da considerazioni politiche che dalla causa della giustizia". Netta condanna è arrivata anche da Iran, Siria, il partito sciita libanese Hezbollah e Hamas.
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