Per lo stupro i due rumeni restano scagionati dal test del Dna

Caffarella, spunta un testimone
La difesa: "Non è attendibile"

Intanto il Tribunale del Riesame rinvia la decisione sulla conferma o meno della custodia cautelare

09-03-2009 | Cronaca | Paolo Camedda

Parco della Caffarella

ROMA - Nuovo colpo di scena nelle indagini sullo stupro di una ragazza quattordicenne, avvenuto il giorno di San Valentino nel parco romano della Caffarella. Dopo che nei giorni scorsi il test del Dna sembrava aver scagionato i due rumeni accusati della violenza, ora spunta un testimone. Un uomo, di cittadinanza italiana, avrebbe visto il 14 febbraio scorso i due rumeni nel parco della Caffarella nell'ora in cui è avvenuto lo stupro.

Il Tribunale del Riesame rinvia la decisione. Alla luce dei nuovi elementi emersi nelle indagini, il Tribunale del Riesame, presieduto da Francesco Tauirano, ha rinviato la decisione sulla conferma della custudia cautelare per Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz, i due rumeni accusati della violenza sessuale. Il pubblico ministero Vincenzo Barba si dice «convinto che i due rumeni fossero nel parco della Caffarella quel giorno». «Se non sono stati loro a compiere la violenza, hanno assistito o fatto da palo», ha aggiunto il pm, che ha chiesto ai giudici del Riesame il mantenimento della custodia cautelare in carcere per i due imputati.

La difesa: «Il testimone non è attendibile». Dubbi sul valore del riconoscimento da parte di un testimone sono stati invece espressi dall'avvoca difensore di Racz, Lorenzo La Marca. «Che valore avrebbe questo riconoscimento? Le fotografie dei due rumeni girano da giorni in tutti i giornali e telegiornali d'Italia. Inoltre il Dna e le analisi scientifiche li scagionano», ha affermato il penalista. La Marca ha inoltre reso noto di aver presentato al gip un'istanza per il trasferimento del suo assistito in un reparto ospedaliero di otorinolaringoiatria. Racz, che ha sempre negato ogni responsabilità nella vicenda, ed è accusato anche dello stupro di Primavalle, era stato fermato in un campo nomadi di Livorno. Loyos, invece, è stato arrestato il 17 febbraio, tre giorni dopo la violenza sessuale della Caffarella. Dopo aver inizialmente confessato e aver tirato in ballo il suo connazionale, quest'ultimo ha poi ritrattato completamente le sue dichiarazioni.

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