Ore decisive per la presidenza della tv pubblica

Rai, gran rifiuto di De Bortoli
Petruccioli pronto alla riconferma

Berlusconi: «La sinistra faccia altri nomi»
Franceschini: «Abbiamo molte idee»

09-03-2009 | Politica | Simone Callisto Manca

Il cavallo di Viale Mazzini, simbolo della Rai

ROMA - Ferruccio De Bortoli rinuncia alla presidenza, Silvio Berlusconi chiede altri nomi ai «signori della sinistra», Dario Franceschini ha «molte idee», l'attuale presidente Claudio Petruccioli rientra in pista per una possibile riconferma. È  questo il senso della giornata di oggi, con i partiti impegnati in frenetici giri di consultazioni per dare un presidente alla tv pubblica, tra improvvisi dietrofront e cavalli di ritorno che spuntano improvvisamente dietro l'angolo.

Il no di De Bortoli. L'avevano scelto Dario Franceschini ed Enrico Letta nel "patto della mimosa",  suggellato ieri 8 marzo. Il direttore de "Il Solo 24 Ore" sembrava il perfetto uomo di garanzia per le sue caratteristiche: gradito all'opposizione, che a suo tempo aveva pensato a lui anche come possibile candidato sindaco di Milano contro Letizia Moratti, vicino a Confindustria e al presidente Fiat Luca di Montezemolo, certamente non così lontano neanche del centrodestra, nonostante gli scontri con Berlusconi che nel 2003 lo portarono a lasciare la direzione del "Corriere della Sera".

Le credenziali bipartisan non sono però bastate a fargli accettare l'incarico di Viale Mazzini: questa mattina dopo un incontro con l'amministratore del Sole 24 Ore Claudio Calabi, De Bortoli ha infatti detto di voler continuare a fare il giornalista. Sui motivi del rifiuto ha azzardato un'ipotesi solo Giuseppe Giulietti, parlamentare dell'Italia dei Valori: «Non vorremmo che De Bortoli fosse stato disturbato dagli organigrammi che qualcuno aveva gia' preparato a sua insaputa».

E ora? Il presidente della Rai dev'essere votato dai due terzi della Commissione di Vigilanza. E' quindi necessario un accordo tra maggioranza e opposizione sul nome: nessun gruppo, da solo, raggiunge infatti il 66% dei componenti della Commissione. E fu per questo motivo che il centrodestra si decise a rimuovere Riccardo Villari dalla preisdenza della Vigilanza: se l'epatologo napoletano fosse rimasto in carica, il Pd avrebbe bloccato ogni attività della Commissione. Nomine comprese.

Il presidente del Consiglio chiede ora che «i signori della sinistra facciano qualche nome, perchè noi non ne abbiamo altri". Il segretario Democratico, Dario Franceschini raccoglie la sfida del premier dicendo che «se Berlusconi intende dire che accetterà qualsiasi nome dall'opposizione, ho molte idee in proposito».

Si fa strada soprattutto l'ipotesi di una riconferma di Claudio Petruccioli, presidente della Rai in questi anni, uomo del centrosinistra. In un primo momento il centrodestra aveva deciso di escludere Petruccioli da un nuovo mandato, in virtù del ruolo avuto da quest'ultimo nell'allontanamento di Agostino Saccà, dirigente Rai molto vicino a Berlusconi. Tuttavia Petruccioili non può certo considerarsi un uomo di rottura con la maggioranza.  Nell'estate del 2005 si recò personalmente a Palazzo Grazioli dal premier Berlusconi perchè avallasse la sua candidatura a numero uno di Viale Mazzini. Ma una visita di questo tipo, stavolta, potrebbe non essere necessaria. Dovrebbe bastare il telefono, e il filo diretto con Gianni Letta e Dario Franceschini, i due king maker - uno per interposta persona - di questa intricata partita.


 

 

  • Il cavallo di Viale Mazzini, simbolo della Rai

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