Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha siglato ieri sera un accordo con il partito di estrema destra Yisrael beitenu (Israele patria nostra) per la composizione del nuovo esecutivo. Secondo quanto riferiscono i media di Tel Aviv, alla formazione di Avigdor Lieberman dovrebbero andare il ministero degli Interni e quello degli Esteri, per cui dovrebbe essere nominato lo stesso Lieberman, e i dicasteri di Turismo, Infrastutture e Assorbimento degli immigrati, oltre che la presidenza della Commissione costituzione, legge e giustizia della Knesset, il parlamento israeliano.
Cambiamenti se Kadima accetta un governo di unità nazionale. L'accordo prevede anche che se il partito centrista Kadima, dell'ex ministro degli Esteri Tzipi Livni, accetterà di entrare in un governo di unità nazionale, la spartizione dei ministeri verrà rivista
. È
anche possibile che la decisione di Netanhayu di assegnare due ministeri chiave, come Interni ed Esteri, a una forza dichiaratamente anti-araba, quale Yisrael Beitenu, punti a convincere la Livni a tornare sui suoi passi e confluire in un esecutivo guidato dal Likud. L'ex ministro degli Esteri aveva infatti rifiutato il 15 febbraio di entrare in qualsiasi governo Netanyahu, sostenendo che spettava a lei formare il governo. Kadima, seppur di misura, si era confermato primo partito nelle elezioni del 10 febbraio scorso, 28 seggi contro i 27 del Likud. Non riuscendo però a mettere insieme una coalizione in grado di ottenere i 61 voti necessari per la fiducia alla Knesset, il 20 febbraio il presidente, Shimon Peres, aveva assegnato l'incarico a Netanyahu, supportato dall'estrema destra.