Un primo importante tassello è stato aggiunto alle indagini sulla morte di Andrea Vacca, il portotorrese di 43 anni il cui cadavere era stato trovato il 12 novembre nella sua campagna di Pian Di Zanca, in località Paradagoddi. Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata ad un operaio di Sorso di 42 anni, Salvatore Mario Cossu, tossicodipendente con precedenti per furto.
A seguito delle indagini della Compagnia di Sorso, comandata dal luogotenente Giacomo Bulciolu e quella di Porto Torres del capitano Marco Iseglio, è stato accertato che il giorno della morte di Vacca in sua compagnia si trovavano alcune persone, tra cui Cossu. Quello stesso giorno Cossu avrebbe ceduto ad Andrea Vacca una o più dosi di metadone, che, compromettendo le condizioni già instabli di salute di quest'ultimo, ne avrebbero provocato la morte. Da qui l'ordine di arresto firmato dal gip Gianni Delogu su richiesta del pm Paolo Piras, con l'accusa di cessione arbitraria indebita di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. C'è da aggiungere l'aggravante dello spaccio avvenuto in vicinanza di una struttura sanitaria.
Secondo la parziale ricostruzione dei fatti - le indagini sono ancora in corso - la mattina del Andrea Vacca era in compagnia di Cossu ed altri tossicodipendenti davanti al Ser.D. di San Camillo, tra Sassari e Sorso. Cossu aveva appena ricevuto la sua dose settimanale di metadone, come previsto dall'aggiornato protocollo sanitario. Vacca pare invece che almeno da dieci anni non facesse uso di droghe. A questo punto alcuni del gruppo hanno assunto il farmaco, poi la compagnia si è spostata in un bar, dove sino al tardo pomeriggio ha cominciato a bere in quantità. Rientrati in auto verso Sorso il Vacca avrebbe chiesto di essere lasciato nella sua campagna, senza avvertire alcun sintomo del malessere in corso. Su questo particolare pare che anche Cossu, difeso dall'avvocato Giuseppe Conti, confermi la versione.
Secondo il medico legale l'effetto del metadone su Vacca, accentuato dall'eccesso di alcolici, da un fegato sofferente e un quadro clinico già compromesso da anni di tossicodipendenza, abbia fatto perdere conoscenza all'uomo. Si tratterebbe inoltre di un metadone più concentrato rispetto a quello in uso qualche anno fa e dunque con effetti più immediati. Sopraggiunta la notte, (si è accertato che la temperatura in quella zona fosse più o meno di 10 gradi), il freddo ha portato il Vacca prima all'ipotermia, poi a un'emoraggia interna, infine all'arresto cardiaco.
Il 12 novembre il corpo era stato trovato in avanzato stato di decomposizione da alcuni braccianti che si occupavano della raccolta delle olive.
Per il momento nel registro degli indagati non sono stati iscritti altri nomi, ma gli inquirenti hanno in elenco diverse persone che verranno sentite a vario titolo nei prossimi giorni. Presumibilmente si tratta degli individui che erano in compagnia di Cossu il 4 novembre. Si tratta di ricostruire ogni dettaglio di quella tragica giornata, terminata con la morte di Andrea Vacca.