OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Fermati 11 giovani di Alà dei Sardi
per il raid razzista contro i rumeni

Arresti domiciliari per dieci giovani del centro gallurese. In carcere, l'operaio Antonio Scano

20-03-2009 | Cronaca | Michele Spanu

Saieva e Carra

SASSARI - Dopo un mese di indagini, gli inquirenti hanno stretto il cerchio sulla banda che avrebbe compiuto il raid razzista contro i rumeni ad Alà dei Sardi. Dieci giovani - quasi tutti ventenni - sono agli arresti domiciliari e dovranno rispondere di violazione di domicilio, violenza privata, lesioni personali e danneggiamento: tutte ipotesi di reato rese ancora più pesanti dall'aggravante di odio razziale. L'operaio 23enne Antonio Scano è accusato anche del reato di minaccia aggravata per cui ora, a differenza dei suoi compagni di "squadra", si trova in custodia cautelare nel carcere di San Sebastiano. Gli indagati che si trovano n detenzione domiciliare sono: Marco Davide Ledda, 18 anni, operaio; Luigi Addis, 24, operaio; Michele Deiana, 19, allevatore; Antonio Baltolu, 19, allevatore; Antonio Mazzone, 18 anni, studente; Luigi Seddaio, 21, operaio; Giuseppe Satta, 24, operaio; Antonio Corrò, 27 anni, operaio; Antonio Pinna, 20, studente e il 19enne Massimiliano Scano, operaio.


L'episodio di violenza si è verificato nella notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso, quando un folto gruppo di persone (secondo i carabinieri, almeno 20) ha fatto irruzione nell'abitazione di tre rumeni nel pieno centro di Alà dei Sardi. La "squadraccia" ha sfondato la porta e ha messo a soqquadro l'appartamento, restando in silenzio per l'intera durata della spedizione vandalica. Prima di andarsene, uno di loro (si tratterebbe di Antonio Scano) ha minacciato con un coltello alla gola l'unica donna presente nell'abitazione, dicendo: "guai a voi se parlate con qualcuno".


Il procuratore capo della Repubblica di Sassari, Roberto Saieva, durante la conferenza stampa di stamani, ha ricordato che il raid razzista del mese scorso "è stato l'ultimo di una lunga serie di intimidazioni nei confronti della comunità rumena di Alà dei Sardi. Una comunità - ha rimarcato Saieva - pacifica e ben integrata nel territorio, composta da un centinaio di lavoratori dediti soprattutto al settore dell'edilizia in Costa Smeralda".


Gli investigatori sono riusciti ad ottenere questo risultato grazie alle testimonianze e ai riconoscimenti fotografici compiuti dalle vittime. Il colonnello Paolo Carra, comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, spera che dopo questa operazione (compiuta in grande stile all'alba di stamane, con cento carabinieri e l'appoggio di un elicottero) si possa mettere la parola fine ai piccoli e grandi gesti di razzismo compiuti nei mesi scorsi ad Alà dei Sardi. Le indagini, tuttavia, non si fermano: l'obiettivo è assicurare alla giustizia gli altri giovani che, quella notte, hanno preso parte al raid.

  • Saieva e Carra

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