Israele, accordo Netanyahu-Barak
ma il partito laburista si spacca
Dopo il tracollo elettorale, il partito di centro-sinistra
accetta di entrare nel governo di destra
24-03-2009 | Esteri | Andrea Fagioli

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, e il leader del Partito laburista ed ex ministro della Difesa, Ehud Barak, hanno firmato un accordo che prevede l'ingresso del maggior partito del centro-sinistra dello stato ebraico nel governo di ultra-destra di Netanyahu. Nel documento, arrivato dopo una notte di negoziati e non ancora terminato, il primo ministro afferma di sentirsi legato agli impegni internazionali, riconoscendo così implicitamente gli accordi di Oslo del 1993 che sancivano il diritto palestinese ad avere uno stato. Nel vertice di oggi tra i leader del labour, è però prevista una profonda spaccatura. Nel partito, che alle elezioni del 10 febbraio è sceso ai minimi storici (13 seggi su 120 nella Knesset, il Parlamento di Tel Aviv), non tutti vogliono l'alleanza con un governo in cui il ministero degli Esteri è stato affidato al leader dell'estrema destra anti-araba, Avigdor Lieberman.
Scontri nella città di Umm al-Fahm. Nella città di Umm al-Fahm, nei dintorni di Haifa (nord di Israele), quindici persone sono state ferite negli scontri tra arabi-israeliani e polizia. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e idranti per respingere i manifestanti che protestavano contro una marcia della destra radicale, considerata dagli arabi con passaporto israeliano una provocazione.
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