Il "no" delle Regioni affonda l'ipotesi di un decreto legge

Piano casa: il Cdm rimanda l'esame del provvedimento

Il premier Berlusconi "Non è un'inversione di marcia". Entro martedì l'intesa tra governo e Regioni

25-03-2009 | Politica | Maria Elena Tanca

Piano casa

Roma - Venerdì il Consiglio dei ministri non esaminerà il piano casa del governo e anche l'ipotesi del ricorso a un decreto legge è stata affondata dal "no" delle Regioni. Il tavolo tecnico istituito oggi tra governo e Regioni andrà avanti fino a martedì, giorno entro il quale dovrà essere trovata un'intesa. Il premier Silvio Berlusconi, pur rimarcando l'urgenza di varare il piano, dice di essere pronto a valutare il ricorso a uno strumento diverso. Il provvedimento con cui il governo approverà le misure per il rilancio dell'economia e dell'edilizia potrebbe essere o un disegno o più probabilmente una legge quadro, a cui faranno seguito alcune leggi regionali. Le novità sono emerse nel corso della conferenza unificata tra Stato ed enti locali, convocata a Palazzo Chigi per fare il punto sulle misure a favore dell'edilizia.        

Le misure del piano casa - Berlusconi ha sottolineato che sul piano casa non c'è nessuna marcia indietro del governo. Infatti il provvedimento riguarda non solo le ville, ma «quasi il 50% delle abitazioni mono o bifamiliari». Secondo i dati del governo, «dovrebbero essere il 25%-28% le case monofamiliari e il 13-15% quelle bifamiliari». Insomma, la notizia riguarda il 50% delle famiglie e «se solo il 10% di quelle proprietarie di abitazioni mono o bifamiliari facesse lavori di ampliamento si attiverebbe un giro d'affari da 50-60 miliardi di euro» ha aggiunto il premier. Il governo varerà inoltre un piano ad hoc per nuove abitazioni e giovani in difficoltà: per questo progetto «saranno mobilitate le Regioni, i comuni, il sistema bancario italiano e tutte le industrie delle costruzioni».   

I dubbi dei governatori -  «Ci sono molte questioni che non sono assolutamente condivise da nessuno; penso ai cambi di destinazione d'uso, al mercato delle cubature, a procedere in deroga a tutto» ha detto il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini. D'altro canto, tutti i governatori sostengono che «questa può essere una buona opportunità se viene gestita insieme e non produce un contenzioso importante».

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