Fini contro Berlusconi:
"Irride le Camere"

Per il premier i parlamentari fanno solo numero
Tensione a pochi giorni dalla fondazione del Pdl

26-03-2009 | Politica | Andrea Fagioli

Gianfranco Fini

È scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Nella settimana a cavallo tra lo scioglimento di Alleanza nazionale e quello di Forza italia, che si apprestano a confluire nel Popolo delle libertà, il presidente della Camera ha accusato il premier di "irridere il Parlamento" e di "alimentare il qualunquismo". Parlando ad Acerra, all'inaugurazione del nuovo termovalorizzatore, Berlusconi aveva infatti ribadito la necessità di "modernizzare" le Camere, dichiarando che in Parlamento "si passa tutto il giorno a votare emendamenti di cui non si conosce nulla". "Quando ho fatto il paradosso con il capogruppo che vota per tutti - sono state le sue parole - era per dire che gli altri sono lì non per partecipare ma per fare numero". Immediata la reazione della terza carica dello Stato: "Credo sia doveroso discutere sull'opportunità di cambiare o meno le regole, quando non sono in grado di garantire un'efficace azione delle istituzioni. Ma è certamente sbagliato irridere a quelle regole e lo dirò con chiarezza al Presidente del Consiglio", ha detto Fini dall'aula Montecitorio. Secondo l'ex presidente di An, frasi come quelle pronunciate dal premier ad Acerra, rischiano di "alimentare un qualunquismo e un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni, di cui credo che in Italia nessuno oggi ravvisi la necessità".

Berlusconi: "Cado dalle nuvole". Il presidente del Consiglio non ha gradito la presa di posizione di Fini e ha detto di essere "caduto dalle nuvole", per la maniera in cui sono state interpretate le sue parole. "Non riesco a capire in quale modo possano essere stati stravolti i miei ragionamenti sulla necessità, da tutti condivisa, di riformare i regolamenti parlamentari", ha dichiarato Berlusconi. "Sanno tutti - ha aggiunto - che la mia posizione non è mai cambiata: gli emendamenti dovrebbero essere discussi e approvati in commissione, mentre nell'aula si dovrebbero effettuare la discussione e il voto finale su ogni legge, come accade in altri Paesi".

Casini: per premier Parlamento è "in ingombro". Contro il premier, è stato durissimo anche il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, che di Berlusconi era alleato. "Nella politica italiana ci sono due concezioni - ha detto - ed è bene che gli italiani se ne rendano conto: per alcuni c'è il principe e il popolo; per altri ci sono il popolo, le istituzioni, il Parlamento, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento". Secondo Casini, ai cui elettori si era rivolto oggi Berlusconi, definendo le porte del Pdl "spalancate" per loro, il presidente del Consiglio ritiene il Parlamento un ingombro. "Non è un caso - ha detto - che noi abbiamo fatto le battaglie per le preferenze, perché in una democrazia rappresentativa è fondamentale che ci siano parlamentari autorevoli, legittimati dalla gente".
  • Gianfranco Fini

Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento