Ora la parola passa alla Camera

Biotestamento "non vincolante",
il Senato dice sì al ddl

Proteste dell'opposizione per un emendamento fatto poco prima del voto

26-03-2009 | Politica | Michele Spanu

Il Senato della Repubblica

 ROMA - Il Senato ha approvato pochi minuti fa il testo del disegno di legge sul testamento biologico: 150 voti favorevoli, 123 contrari (tra cui l'ex presidente Marcello Pera) e 3 astenuti. Ora il testo del ddl passerà al vaglio della Camera. Il voto si è svolto in un'aula con un clima tesissimo: più volte il presidente Schifani ha rivolto richiami ai senatori di entrambi gli schieramenti. Tra i tanti motivi di contrapposizione, infatti, non vi è soltanto la grande importanza etica dell'argomento - che ha riportato i toni dello scontro ai livelli raggiunti durante i giorni del caso Englaro - ma anche e soprattutto le modifiche fatte all'ultimo momento prima del voto.

 In mattinata, infatti, è stato incluso nel disegno di legge un emendamento dell'Udc (primo firmatario il senatore Fosson) che ha cancellato l'obbligo per i medici di eseguire le dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) firmate dai malati. L'opposizione ha protestato con forza, accusando la maggioranza di aver "svuotato la legge" poiché questa nuova norma, di fatto, impedisce al malato di far valere la propria volontà nei confronti dei medici.

 La maggioranza ribatte con Gasparri, che accusa la sinistra di "voler rendere obbligatorie le dichiarazioni anticipate di trattamento" e di voler "aprire la porta all'eutanasia". La capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, replica: "nel mio gruppo non c'è nessuna intenzione neanche di approssimarsi al tema dell'eutanasia". Dopo il voto, i più entusiasti sono stati Gaetano Quagliariello ("è una legge guidata dalla difesa del diritto alla vita") e Maurizio Gasparri ("Questa legge è un elemento identitario del Pdl che nasce").

 I casi di coscienza si sono manifestati non Pd ma anche nel Popolo delle libertà. Dalla maggioranza, infatti, hanno votato "no" Marcello Pera, Antonio Paravia e Ferruccio Saro, mentre Lucio Malan si è astenuto. Nel Pd, invece, i voti favorevoli al ddl sono stati quelli di Emanuela Baio, Dorina Bianchi e Claudio Gustavino.

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