SASSARI - Da ieri Alghero è la quarta base Ryanair in Italia. Dopo Ciampino, Orio al Serio e Pisa, lo scalo catalano ospiterà due aeromobili della compagnia irlandese - il primo è già arrivato, il secondo lo farà a giugno - oltre a uffici, equipaggi, tecnici e hangar. Ryanair stima che l'effetto della nuova base sul territorio sarà di alcune centinaia di nuovi posti di lavoro nell'indotto. Le destinazioni servite dal vettore low cost saranno 27: 18 internazionali (Barcellona Girona, Barcellona Reus, Madrid, Dublino, Liverpool, Londra, Bruxelles, Eindhoven, Parigi, Billund, Stoccolma, Oslo, Amburgo, Dusseldorf, Francoforte, Memmingen, Graz, Brema) e 8 nazionali (Ciampino, Bari, Ancona, Pisa, Parma, Treviso, Verona, Orio al Serio, Genova). Le nuove rotte porteranno ad Alghero, secondo gli irlandesi, un traffico aereo di 1,6 milioni di passeggeri nell'anno in corso.
La presentazione della base. Ieri, nel corso della conferenza stampa all'aeroporto Riviera del Corallo, erano presenti numerose autorità. Oltre ai vertici della Sogeaal, la società di gestione dello scalo, il direttore generale Umberto Borlotti e il presidente dimissionario Gavino Sini, sono intervenuti anche gli assessori regionali a Turismo e Trasporti, Lorettu e Sannitu e il sindaco di Alghero Marco Tedde. Per la Ryanair era presente la Sales & Marketing Executive italiana Ida Buonanno. Tutti sono stati concordi nell'esprimere "grande soddisfazione", parlando di "giornata storica" e di ulteriore opportunità perchè "la Sardegna sia sempre meno un'isola e sempre più connessa con il resto d'Italia e l'estero".
Effetto Ryanair. La compagnia irlandese arrivò ad Alghero nel 2000, quando fu inaugurato il volo per Londra Stansted. Fu per l'isola una e vera e propria rivoluzione: generazioni di sardi avevano attraversato il mare solo a bordo dei traghetti della Tirrenia. Chi era disposto a pagare di più, molto di più, viaggiava con Alitalia, che agiva in monopolio: e comunque mai all'estero. Per andare fuori dallo Stivale bisogna fare comunque scalo a Roma o Milano. Dopo Londra, Ryanair portò altre due nuove destinazioni: Francoforte-Hahn e l'altra rotta "storica", quella per Barcellona Girona. Nel 2005 Ryanair portò la sfida del low cost anche all'interno del mercato nazionale: la rotta per Roma Ciampino creò infatti fortissimi scontri con Airone, monopolista sulle cosiddette rotte in "continuità territoriale". Il volo fu chiuso e poi, in seguito a una sentenza dell'Unione Europea, ripristinato. Da lì alle 27 destinazioni attuali il passo è breve, per una compagnia che nonostante la crisi economica continua a rilanciare. Molti tuttavia non risparmiano critiche al modello Ryanair: servizi a bordo a pagamento, arrivo in aeroporti periferici, lontano dai grandi centri, personale pagato meno delle altre compagnie, forte aggressività ai limiti del cannibalismo nei confronti delle altre compagnie. E ancora, a fronte del prezzo dei biglietti che scendono sempre di più, il corollario di costi sempre più alti, ad esempio, per i bagagli in stiva o per i kg in eccesso.
E' innegabile però che Ryanair, e il modello low cost che ha contribuito a costruire con altre compagnie, ha democratizzato e decentrato fortemente il trasporto aereo, prima appannaggio solo di pochi privilegiati. Riguardo alla Sardegna, ad esempio, migliaia di giovani hanno avuto opportunità sconosciute ai loro padri: non solo per viaggiare, ma anche per studiare o lavorare all'estero, aprendosi all'Europa e al mondo. E' vero, su ogni viaggio pende sempre la tagliola dei "fatidici" 15 kg, o del pc o della busta con i regali ai parenti che ora devono essere inseriti all'interno del bagaglio a mano, dell'ora di autobus che bisogna fare prima di arrivare a destinazione. Ma per pagare un volo al prezzo di un biglietto del cinema, o di un caffè o di un viaggio in autobus forse a qualcosa si può anche rinunciare.