SASSARI - Il coperchio della pentola è saltato. Era il 2007,
e già le forze dell'ordine avevano bussato alle porte del municipio di Buddusò.
Ma quella volta tutto si era risolto con un buco nell'acqua. Ieri all'alba la
svolta: i carabinieri di Ozieri si sono ripresentati e ne hanno
decapitato i vertici. L'accusa: aver messo in piedi un'organizzazione che spartiva
appalti ad amici e conoscenti, aggirando regole e divieti. Peculato, abuso
d'ufficio, falso ideologico in atto pubblico e attività di gestione di rifiuti
non autorizzata, queste le accuse che hanno portato agli arresti il primo cittadino, Giovanni Satta, il vice, Quirico Beccu, e l'ex assessore
comunale ai Lavori pubblici, ora consigliere comunale, Antonio Manca.
L'accusa. Per il Pm i tre hanno creato un buco nelle casse del comune di
circa un milione di euro attraverso una società controllata dal comune: la
Buddusò Servizi, creata nel 2001.
Il meccanismo era ben oliato: il comune acquistava - attraverso quest'ultima - a prezzi superiori a
quello di mercato i prodotti che fabbricava l'opificio del paese, generando
profitti da una parte e passivi dall'altra. La società, che non navigava in buone acque,
indebitata per oltre 850mila euro, erogava stipendi per circa un milione
che puntualmente le casse comunali coprivano. Questa liquidità garantiva alla
Buddusò Servizi i fondi necessari per pagare i contributi e gli stipendi dei
suoi dipendenti.
A carico dei tre loro è stata contestata anche la costruzione
del cimitero comunale, il mercato civico, e l'affidamento della gestione della
raccolta dei rifiuti solidi urbani, affidata a un'azienda (amministrata da un
parente di un consigliere) che non aveva i requisiti richiesti dal decreto
Ronchi.
Le indagini. Al momento l'indagine - spiegano gli inquirenti - coinvolge
altre 25 persone, tutte indagate. L'operazione coordinata dai carabinieri di
Sassari è stata illustrata stamani in una conferenza stampa.
L'inchiesta è iniziata dopo una serie di attentati dinamitardi nel 2005 e
a seguito di questi episodi, di una serie di denuncie e intercettazioni, si
sono accertati gli appalti irregolari.
Il sistema messo in piedi dal primo cittadino e dai suoi collaboratori -
ha chiarito il capitano Pagliaro del compagnia di Ozieri - spazzava via
chiunque si opponeva alla gestione irregolare degli appalti : il due anni,
quattro consiglieri comunali sono stati costretti a dimettersi. Il 2 maggio
2006 era stato accertato anche un episodio di concussione, poi indultato.