I due naufraghi sardi
sbarcano in Patagonia

''Stiamo benissimo'' le loro prime parole

20-04-2009 | Esteri | Mirko Peddis

Fresi

BUENOS AIRES - Quando finalmente mettono i piedi sulla terraferma sono passate le 23 in Argentina, è notte fonda in Italia. Esordisce con un rassicurante ''Stiamo benissimo'' Vittorio Fresi appena sbarcato a Comodoro Rivadavia, nella Patagonia argentina.

Dopo 230 giorni di mare, Pietro e Vittorio Fresi, i due navigatori sassaresi, padre e figlio di 64 e 34 anni, che erano naufragati lo scorso 5 aprile al largo della Nuova Zelanda mentre tentavano il giro del mondo in barca a vela senza scali, sono sbarcati, sani e salvi. ''Anche nei momenti difficili'' racconta al telefono Vittorio, ''non ci siamo mai persi d'animo''. La loro avventura era cominciata lo scorso 7 settembre da Porto Torres, e dopo oltre sette mesi di navigazione la loro imbarcazione era stata colta da una tempesta che ne aveva spezzato l'albero maestro.


Il recupero. "Il momento più difficile è stato quando la Hellespont Trooper è venuta a recuperarci" continua Vittorio, "La motocisterna ha dovuto ripetere la manovra diverse volte e quando poi siamo saliti avevamo una sensazione di impotenza". Una volta a bordo, però, l'equipaggio del mercantile, composto quasi per intero da marinai filippini, li ha aiutati a tornare alla normalità. "Sapevamo già prima di partire quali erano i rischi" continuano i due navigatori sassaresi, che poi si soffermano sul momento del naufragio: "è stato anomalo e molto veloce, la barca si è capovolta e raddrizzata in un attimo".


Un'esperienza estrema. Con una serenità che la dice lunga sulla forza di volontà e lo spirito dell'avventura Vittorio spiega anche come ''nella sua drammaticità'' l'esperienza avuta rappresenti per loro una "crescita professionale" molto importante; "Sono situazioni estreme che si leggono solo sui libri" conclude Vittorio.


L'arrivo in Patagonia. Come se non bastasse, una volta giunti in porto, i due naufraghi hanno dovuto aspettare sei ore prima di poter sbarcare. Il mare mosso, infatti, rendeva molto difficoltose le manovre di avvicinamento all 'Hellespont' da parte dell'imbarcazione inviata a recuperarli dalla capitaneria di Comodoro Rivadavia. In porto li aspettava la viceconsole onorario italiana Ana Maria D'Alessandro, che si occuperà di loro nei prossimi giorni.


Fra pochi giorni il rientro in Sardegna. I due sono ora attesi da alcuni giorni a Comodoro: prima dovranno stilare una relazione per la capitaneria di porto, dopodiché dovranno passare per la questura. Una volta terminate le formalità burocratiche verranno trasferiti a Buenos Aires, dove si imbarcheranno per l'Italia. Fra tre, o quattro giorni al massimo, dovrebbero tornare in Sardegna.

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