Chrysler chiede il fallimento
ma l'accordo con Fiat c'è

A Fiat il 35% dell'azienda statunitense. Il salvataggio bloccato dal no di tre piccoli investitori

30-04-2009 | Economia | Raffaela Ulgheri

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TORINO. Era nell'aria da diversi giorni e, come nelle più cupe premonizioni, il Chapter 11 è arrivato. Il colosso automobilistico statunitense Chrysler ha gettato la spugna e invocato la bancarotta pilotata, ovvero la procedura prevista dal Capitolo 11 del Bankruptcy Code statunitense (equivalente della nostra legge fallimentare) che permette alle imprese una ristrutturazione a seguito di un grave fallimento finanziario.

L'accordo con Fiat. La notizia della richiesta del Chapter 11 ha seguito di poche ore un'altra comunicazione: la firma dell'accordo tra Fiat e Chrysler che prevede il 35% delle azioni della casa automobilistica statunitense in mano al Lingotto. Ma la procedura di bancarotta non compromette l'accordo: Fiat comprerà la sua quota direttamente dal fallimento anziché acquisirla dalla società. I lavoratori di Chrysler dell'Uaw, il sindacato dell'auto Usa, che hanno ratificato l'accordo, manterranno il 55% della società.

La bancarotta. A far scattare la procedura di bancarotta il no di tre piccoli investitori che, insieme, vantano un miliardo di crediti con la casa automobilistica. Bastava, infatti, anche il no di uno solo dei 46 tra banche e hedge fund coinvolti nell'affare a bloccare la ratifica delle trattative. I negoziati si erano incagliati sull'ammontare della quota che spettava ai creditori, i quali avevano già abbassato le quote che gli spettavano chiedendo in cambio il 40% dell'azienda, ma l'amministrazione statunitense aveva offerto solo il  5.
Secondo la Detroit Free Press la Chrysler potrebbe rimanere in amministrazione controllata per 30-45 giorni, il che coinciderebbe con la scelta di General Motors che entro il 31 maggio deve decidere se dichiarare la bancarotta.

Le reazioni della Borsa. Nei minuti immediatamente successivi alla prima indiscrezione sulla firma dell'accordo con Chrysler c'è stato un boom di scambi per il titolo Fiat che ha oscillato tra un massimo di 8,12 e un minimo di 7,76 euro, le ultime variazioni però, in seguito all'annuncio della richiesta della bancarotta amministrata, sono tutte al ribasso. Finora sono passati di mano oltre 54 milioni di pezzi, pari al 4,7% del capitale.
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