Afghanistan, ancora stragi
Tra le vittime due bambini

La procura di Roma attente notizie dal Ros
sulla tredicenne morta in un incidente

04-05-2009 | Esteri | Mara Fratus

talebani

KABUL - Ancora sangue in Afghanistan: dopo la morte della tredicenne, avvenuta ieri, almeno altre ventotto persone sono state uccise in tre diversi attacchi terroristici nel sud del Paese. Nella provincia di Zabul, venti persone sono morte, tra cui quattoridici civili e due bambini, durante un attentato dinamitardo e in un altro attacco in cui è stato nascosto sul ciglio della strada un ordigno che è esploso al passaggio di un trattore. In un altro episodio, ha riferito la polizia locale, ancora nella provincia meridionale di Zabul, un cantiere edile è stato fatto esplodere e hanno perso la vita sei addetti alla sicurezza e due civili. Sempre oggi, un kamikaze 14enne si e' fatto saltare in aria nella provincia orientale di Langham causando sette morti, il sindaco del capoluogo, tre delle sue guardie del corpo e tre civili.

Alla procura di Roma si attende intanto un'informativa da parte dei carabinieri del Ros sull'incidente avvenuto ieri in cui è morta una ragazzina afghana. La macchina in cui viaggiava la tredicenne si trovava su di un strada a quattro chilometri da campo Arena, il quartier generale del Regional Command West. L'auto, è stata vista da una pattuglia di militari italiani mentre percorrevano la stessa strada: dopo aver attivato tutte le procedure di segnalazione previste in questi casi, i soldati hanno sparato all'auto che non accennava a fermarsi. Il magistrato che si occupa del caso e che per ora procede contro ignoti, ha chiesto al Ros di avere una piena collaborazione con la poliza afghana.

Mote le reazioni e i commenti dalla politica italiana: il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha tenuto a precisare, in un'intervista a 'Il Messaggero', che "'ci sarà un'inchiesta e tutti gli accertamenti delle autorità militari e civili. L'episodio verrà approfondito. Ma e' sicurissimo che si tratta di un tragico incidente''. Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc/Sinistra europea, capolista per le elezioni europee, ha sottolineato la possibilità "che tutto venga archiviato senza individuare alcuna responsabilità com'è avvenuto nel caso dell'omicidio di Calipari". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha invece chiarito la sua posizione verso la missione afghana: "Ci stiamo impantanando in un'operazione che è nata e deve essere di peacekeeping e sempre più invece si sta rivelando difficile da realizzare".

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