ROMA - «Non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista». Marcello Dell'Utri ha compiuto una vera e propria l'elegia del Duce, durante una intervista alla trasmissione della web-tv Klauscondicio di Klaus Davi. Il senatore azzurro, già tra i fondatori nel 1994 del partito di Forza Italia, avrebbe scoperto tra le pagine dei diari scritti da Benito Mussolini tra il '35 e il '39, aspetti del tutto inediti del dittatore, che avrebbe perso la guerra «perché era troppo buono». Secondo Dell'Utri, Mussolini «non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin» ma «un uomo straordinario e di grande cultura». Dietro la maschera di ferro del duce si nasconde «un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto». Continua il senatore: «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler» in assenza delle quali con ogni probabilità non si sarebbe mai alleato con Hitler «che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, -continua Dell'Utri - che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo».
Le leggi razziali - Mussolini, inoltre, afferma nei suoi diari che le leggi razziali devono essere blande. Il duce, che afferma di avere tra gli Ebrei i suoi più cari amici, «si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono». Il senarore di centrodestra non ha paura dell'impopolarità delle sue affermazioni: «perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori».
Il dittatore e le donne. Dell'Utri si è soffermato anche sul rapporto tra duce e gentil sesso. Mussolini sarebbe, infatti, un maestro della tecnica "arte e magia": «Negli anni, dal '35 al '39 Mussolini non aveva amanti, ma solo fugaci incontri e faceva quello che oggi si riassume in: musica (tromba) e magia (sparisci). L'unica donna che lo colpì profondamente fu Claretta che viene descritta, in una pagina del 16 Ottobre del '36, in maniera straordinaria e si capisce quanto Mussolini ne fosse innamorato».
I partigiani di destra - Così Dell'Utri definisce i repubblichini di Salò. «Non è che fossero delle persone da cancellare dalla storia, perché hanno avuto la loro parte e credevano in alcuni valori». Tuttavia, sedondo il senatore «sbagliavano sicuramente, perché la Repubblica di Salò non è certo stata una gran bella cosa, però sono esseri umani che hanno lottato al pari degli altri per una loro idealità».
Gli altri temi - Durante la stessa intervista Marcello Dell'Utri ha poi rilasciato dichiarazioni su altri temi. Dopo essersi chiesto come la Rai possa stare in piedi, non essendo un'azienda a tutto tondo, ha espresso la preranza di «non doverla occupare». Sulle candidature di veline, il senatore ha affermato che queste ultime sono meglio di alcune giornaliste televisive. «Le veline laureate e preparate politicamente sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele giornaliste che non conoscono l'italiano. Spesso alcuni commenti dimostrano l'invidia degli altri», ha aggiunto, «noi del Pdl siamo sempre presi di mira su questo tema». infinr, una stoccata a DI Pietro: «non mi sembra un anti-utopista, ma esattamente l'opposto, un fanatico. Come politico - ha continuato poi il senatore - lo metto insieme a tutte quelle persone fanatiche che non posso stimare».
La critica di Ferrero - Dura la reazione dell'estrema sinistra. Il segratario del Prc Paolo Ferrero, definendo Dell'Utri «ideologo della Pdl e intimo del premier», ha affermato che «passate le convenienze del 25 aprile, la continuità fascistoide della destra nostra con il Ventennio fascista torna fuori chiaramente». Secondo il segratario, quelle che il senatore del Pdl «definisce le "idealità" dei repubblichini sono state condannate in modo netto e senza possibilità di appello dalla Storia, da tutte le persone democratiche e dal Tribunale di Norimberga, che li ha definiti crimini contro l'umanità». Ferrero ha chiuso la sua replica a Dell'Utri definendolo «un fascista, che dovrebbe vergognarsi delle sue parole e non inquinare il dibattito democratico».