SASSARI- Quel lobo dell'orecchio tagliato è stato utilizzato dai biografi di Vincent Van Gogh per spiegare il carattere autolesionista del pittore olandese, talmente tormentato da richiedere cure psichiatriche in manicomio. E se invece non fosse stato Van Gogh a procurarsi quella ferita? E se fosse stato Paul Gauguin? Il dubbio emerge in un saggio scritto da Hans Kaufmann e Rita Wildegans, due ricercatori universitari di Amburgo. La notizia è ripresa oggi dal quotidiano francese Le Figaro.
Secondo i due studiosi tedeschi, Paul Gauguin, pittore post-impressionista francese, recise con la spada l'orecchio dell'amico-nemico Van Gogh durante una lite dovuta, sembra, a divergenze in campo artistico. Non si scarta nemmeno l'ipotesi di una rissa davanti a un bordello per ottenere i favori di una certa Rachel. La nuova interpretazione dell'episodio, così diversa dalla versione tradizionale, si basa su documenti inediti: rapporti della polizia di allora, ritagli di stampa e testimonianze indirette. Tanto basta, secondo i due ricercatori, per stravolgere un fatto considerato assodato, talmente noto da essere passato dalla storia al mito.
E dire che il sodalizio tra Van Gogh e Gauguin, in Francia, si preannunciava idilliaco. Nel 1888 Paul Gauguin, dopo molte insistenze di Van Gogh, si trasferì ad Arles, nella famosa casa gialla che il collega aveva arredato in previsione del suo arrivo. L'intenzione era quella di dar vita a una sorta di comunità artistica che avrebbe portato vantaggi, in termini economici e di ispirazione, a entrambi i pittori. Ma presto l'incompatibilità dei due caratteri ebbe il sopravvento. Se per l'olandese la Provenza era un luogo incantevole, a Gauguin Arles appariva come "il luogo più sporco del mediterraneo".
Di fatto non esistono prove di colpevolezza a carico di Paul Gauguin, ma i due autori dell' "inchiesta", in un libro di 400 pagine, parteggiano decisamente per il pittore dei "Girasoli" e dei "Mangiatori di patate": scrivono infatti che "quell'ipocrita di Gauguin fuggì dalla casa di Arles appena compiuto il misfatto". Ma Van Gogh, in virtù di un misterioso "patto del silenzio", non raccontò mai l'episodio a nessuno e questo è il motivo per cui non sapremo mai come siano andate veramente le cose.
Ecco la storia come ce l'hanno sempre raccontata: Van Gogh, che ammirava molto la pittura post impressionista di Gauguin, non voleva che il suo amico lasciasse la casa gialla. Dopo aver minacciato Gauguin con un rasoio, l'olandese si punì tagliandosi l'orecchio sinistro. In realtà, è stato già dimostrato che questa versione dei fatti sarebbe stata modificata ad arte per esaltare la figura di Gauguin, e far apparire il debito artistico di Van Gogh nei suoi confronti molto più grande di quanto non fosse in realtà.
Comunque siano andate le cose, un paio di anni dopo Van Gogh si suicida con un colpo di pistola. E' il luglio del 1890. 119 anni dopo il museo a lui intitolato ad Amsterdam è continuamente preso d'assalto da centinaia di estimatori.