Raid Nato in Afghanistan,
più di cento i civili uccisi

Il presidente Karzai e il comando Usa annunciano inchiesta
molte delle vittime donne e bambini

06-05-2009 | Esteri | Andrea Fagioli

Afghanistan, raid Nato

Oltre cento persone, in maggioranza civili, sono morti in Afghanistan nei raid della Nato degli ultimi due giorni. Secondo quanto hanno riferito fonti della Croce rossa internazionale (Cri) e della polizia afghana, molte delle vittime sono donne e bambini. Nelle operazioni di cielo e terra che hanno interessato la provincia di Farah, nella parte occidentale del paese, sarebbero state raso al suolo numerose abitazioni e un intero villaggio.

"Aperta un'inchiesta". Il comando militare statunitense in Afghanistan e il presidente del paese asiatico Hamid Karzai - in questi giorni a Washington per colloqui trilaterali con il presidente Usa, Barack Obama e il presidente pachistano Ali Asif Zardari - hanno annunciato l'apertura di un'inchiesta. In un primo momento si era parlato di 25-30 talebani uccisi e di una settantina di civili. Successivamente, il capo della polizia, Adbul Ghafar Watandar, ha parlato di "più di cento non-combattenti" uccisi dalle forze della coalizione. Jessica Barry, portavoce della Croce rossa, ha reso noto che negli attacchi è stato ucciso anche un volontario della Mezzaluna rossa e 13 membri della sua famiglia.

"Uccisi 64 talebani in Pakistan". Giornata particolarmente violenta anche in Pakistan, dove 64 talebani sono stati uccisi. I guerriglieri, che nelle settimane scorse erano arrivati nel Buner, a circa 100 chilometri dalla capitale Islamabad, hanno subito una pesante offensiva da parte dell'esercito nella regione dello Swat, nel nord-ovest del paese. Proprio nello Swat, a febbraio, i talebani avevano firmato una tregua con il governo di Islamabad in cambio del ripristino della Sharìa, la legge coranica, nella regione.
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