WASHINGTON - Il blue jeans: il nuovo nemico pubblico numero uno negli Stati Uniti. È ormai guerra aperta tra i conservatori del Wall Street Journal e del Washington Post e il famoso denim.
O il "Demon Denim" come lo chiama George Will, opinionista di destra. In effetti, secondo lui, l'indumento incolpato avrebbe "minato lo spirito nazionale" e sarebbe sciatto, ideologico, di sinistra e anche ipocrita. Il simbolo, insomma, della resa collettiva della società al banale e all'immaturo. Will, nel Washington Post, non esita a parlare di queste famiglie che hanno il coraggio di passeggiare insieme indossando tutti il "demon Denim" malefico. Padre, madre e figli con quest'"uniforme del nulla", credendosi pacifisti e progressisti secondo Daniel Ask sul Wall Street Journal, dimenticando comunque che questi comodi pantaloni sono "figli delle guerre, della necessità di trovare un calzone pratico per i marinai delle flotte".
Ma anche se per certi il demin rappresenta il nuovo al- Qaeda, la battaglia sembra già persa. Secondo i dati, infatti, le donne americane ne possiedono in media la bellezza di 14 paia. I jeans sono anche accettati nei ristoranti chic e sfilano sulle passerelle degli stilisti più famosi. Questo nuovo "vizio nazionale", cosi come lo chiama il Wall Street Journal, entra addirittura negli uffici dei grandi avvocati di New York e, ironia della sorte, nelle banche di Wall Street, dove il "casual Friday", è diventato ormai una tradizione.