Continua il dibattito sui barconi di clandestini respinti

Migranti, interviene Fini
«Verificare il diritto di asilo»

Il Consiglio d'Europa contro la linea dura del governo italiano. Contrari anche vescovi e Onu

11-05-2009 | Politica | Maria Elena Tanca

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ALGERI - «Respingere l'immigrato clandestino non viola il diritto internazionale», ma «un conto è l'immigrato clandestino, mentre un altro conto è chi gode della possibilità di chiedere asilo». Il presidente della Camera Gianfranco Fini, in visita ufficiale ad Algeri, interviene nel dibattito politico sui respingimenti e si smarca dalla linea dura del governo. Secondo Fini il tema dell'immigrazione e dei respingimenti «è così delicato da non poter essere affrontato in maniera superficiale o, peggio ancora, propagandista». 

Fini e la società multietnica. Il presidente della Camera prende le distanze anche dalle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi, che aveva affermato di «non volere un'Italia multietnica». «È una questione demografica - replica Fini - non credo abbia molto senso dire che si voglia o meno una società multietnica. In Italia e nel resto dell'Ue il numero degli stranieri è aumentato ed è destinato a salire ancora per ragioni demografiche. Per questo - continua - una politica lungimirante in tema di immigrazione deve basarsi certamente su una garanzia di sicurezza e legalità, ma anche su una forte cooperazione internazionale».   

"Alt" dal Consiglio d'Europa. Sul tema dei respingimenti interviene anche il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, che boccia l'iniziativa italiana: «Respingere gli immigrati clandestini direttamente in Libia è un'iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo». Hammarberg spezza però una lancia a favore del ministro dell'Interno Roberto Maroni e chiede all'Ue di fare di più per aiutare l'Italia a sostenere gli sbarchi.

Il "no" di vescovi e Onu. Anche i vescovi si erano dichiarati contrari alla politica del governo. Ieri il segretario generale della Conferenza dei Vescovi, monsignor Mariano Crociata, aveva sottolineato che il nostro Paese «è già multiculturale» e che la multiculturalità deve essere considerata come un valore. Critica nei confronti della politica dei respingimenti si era dichiarata anche la portavoce dell'Agenzia Onu per i rifugiati, Laura Boldrini: «Esiste il principio del non respingimento nel caso di gente bisognosa di protezione». 

Frattini. Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini una soluzione per tutelare chi fugge dalla violenza e chiede asilo potrebbe essere «fare in modo che le richieste di asilo partano direttamente dai Paesi di origine e transito». Per questo motivo Frattini invita l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ad aprire un ufficio apposito in Libia.  

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