Pakistan, allarme umanitario:
un milione in fuga dai talebani

Il Pentagono e i servizi segreti americani: ''Al Qaida si sta rafforzando nel Paese''

11-05-2009 | Esteri | Pietro Furriolu

profughi

ROMA. Un esodo biblico. Uno spostamento di umanità molto simile all'esodo che nel 1947 diede origine al Pakistan. Più di un milione di profughi pakistani, infatti, stanno lasciando, in queste ore,  le loro case  per sfuggire all'offensiva lanciata dall'esercito pakistano nella valle di Swat (un distretto del Paese) contro i talebani.

Un esercito di disperati si allontana portandosi pochi effetti personali all'interno di zaini, fagotti, riposti nei portapacchi di auto e camion colorati carichi all'inverosimile. Molti hanno portato con sé grosse valigie e materassi per supportare i bivacchi dei prossimi giorni, altri coperte, secchi, pentole, e perfino materassi.

Ieri per tutta la giornata han­no lentamente sfilato verso sud, con il caldo che nelle ore centrali già supera i 35 gradi.

L'Onu ha parlato di mez­zo milione di profughi. «Chi può, - ripetono incessantemente i media locali che stimano il doppio della cifra annunciata dall'Onu - eviti di rifugiarsi in tende, da parenti e amici, e di dirigersi verso Islamabad, Lahore e Karachi».

Intanto, fonti del Pentagono e dei servizi segreti americani, sostengono che Al Qaida si sta rafforzando nel Paese. L'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha spiegato che dall'inizio dell'offensiva dell'esercito di Islamabad, in aprile, sono già 60 mila le persone fuggite. A questi si aggiungono gli  oltre 550mila sfollati, fuggiti dall'agosto scorso.

Il governo di Islamabad aveva siglato lo scorso febbraio un accordo di tregua che garantiva ai rivoltosi studenti coranici che si impegnavano a deporre le armi l'introduzione della legge islamica.  Da qui la violazione dell'intesa e l'intervento dell'esercito che ha provocato il grande esodo pakistano. Al momento le vittime di questa guerra sarebbero circa 200 insorti uccisi tra Swat e Shanglas.



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