Ancora polemiche tra l'Agenzia per i rifugiati e il ministro della Difesa italiano
Clandestini respinti dall'Italia
Nazioni Unite contro La Russa
Franco Frattini propone controlli e identificazioni sui barconi
18-05-2009 | Politica | Valentina Guido

ROMA - E' polemica tra l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi e l'Organizzazione delle Nazioni Unite, da quando l'Italia ha respinto due barconi di immigrati nel giro di pochi giorni. E ora il ministro degli Esteri Franco Frattini, forse per placare gli animi, propone controlli e identificazioni già sulle imbarcazioni, mentre Gianfranco Fini invita a non strumentalizzare il dramma dei migranti in chiave elettorale.
L'Onu contro Ignazio La Russa. La risposta di Antonio Gutérres alle dichiarazioni di Ignazio La Russa è la prima notizia sul sito dell'Unhr, l'agenzia dell'Onu per i diritti dei rifugiati. "Ieri, di ritorno a Ginevra dal Pakistan, sono venuto a conoscenza dei commenti negativi e infondati che sono stati rivolti al mio Ufficio e a singoli funzionari da un esponente del governo italiano", scrive l'alto commissario Onu che dirige l'agenzia. L'esponente del governo italiano a cui si riferisce è il ministro della Difesa Ignazio La Russa; la funzionaria dell'Unhr, destinataria dei commenti negativi,è Laura Boldrini, portavoce dell'agenzia nel nostro Paese. «La signora Boldrini -aveva detto il ministro- è disumana perché pretende che dei poveri disgraziati siano chiusi mesi e mesi in condizioni pessime. Forse la sua speranza è che una volta in Italia questi clandestini possano scappare dai centri». A questo si aggiunge il giudizio lapidario di La Russa sul ruolo dell'Unhr: "E' come il due picche, non conta un fico secco".
Le reazioni in Italia. Parole che avevano scatenato reazioni immediate: il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ammonito che "l'Onu e tutti gli organismi delle Nazioni unite vanno rispettati anche quando sbagliano, e di sicuro sbagliano nel giudicare il comportamento del governo italiano". Più dure le parole di Massimo D'Alema e Pierferdinando Casini, che invitano La Russa a studiare le convenzioni internazionali e commentano che per un ministro della Difesa non è opportuno mettersi contro l'Onu.
La Russa in campagna elettorale. Ignazio La Russa ha replicato scusandosi con Laura Boldrini per i "toni da comizio" utilizzati contro di lei, ma ha ribadito che per lui, e per tutto il governo, l'Italia non deve diventare una nazione multiculturale perché la sua storia non lo permette. Dietro l'intransigenza del ministro della Difesa si legge, molto probabilmente, la voglia di combattere la Lega Nord sul suo stesso terreno in vista delle elezioni europee del 6 e 7 giugno. La Russa, infatti, è candidato nel Nord Ovest, dove la popolarità del Carroccio è legata proprio alla linea dura sulla sicurezza e sull'immigrazione, argomenti ormai correlati dalle cronache e dalla politica.
Il monito di Fini. Lo stesso Gianfranco Fini, indirettamente, conferma che questa è l'interpretazione giusta. Il presidente della Camera, infatti, ha dichiarato di voler tenere il dibattito sull'immigrazione fuori dalla campagna elettorale per le europee. "Il Parlamento dell'Ue - ha ricordato - viene rinnovato tra qualche settimana. La questione dell'integrazione e del rapporto tra l'Europa e i Paesi da cui provengono gli immigrati è un problema del futuro della nostra società che andrà oltre il 7 giugno".
La proposta di Frattini. Per l'inquilino della Farnesina, Franco Frattini, il problema potrebbe essere risolto con dei controlli preventivi, effettuati già a bordo delle imbarcazioni. In questo modo si distinguerebbero subito i migranti che hanno i requisiti per chiedere asilo da coloro che vogliono entrare illegalmente. Oggi a Milano Frattini ha anche proposto la creazione di una lista europea dei "paesi sicuri".
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