CAGLIARI. I
magistrati della Procura della Repubblica di Cagliari che conducono le indagini
sull'incidente di martedì nella Saras che è costato la vita a tre operai hanno
aperto un fascicolo per omicidio colposo e posto sotto sequestro parte degli
impianti.
Lo ha riferito il procuratore capo del Tribunale di
Cagliari, Mauro Mura, al termine di una riunione degli inquirenti. Domani
mattina verranno effettuate le autopsie sui corpi delle vittime: Daniele Melis,
26 anni, Bruno Muntoni, 51, e Luigi Solinas, 27, tutti dipendenti della Comesa,
una ditta esterna che lavora per la Saras.
Dall'esame delle carte, i protocolli di lavorazione, e dai
primi rapporti di polizia giudiziaria gli inquirenti starebbero vagliando la
posizione di varie persone coinvolte a vario titolo a cui potrebbero essere
recapitati una serie di avvisi di garanzia.
Le cause e le responsabilità. La causa che ha portato alla
morte dei tre operai hanno spiegato le
forze dell'ordine sono imputabile alle esalazioni tossiche cisterna nell'impianto
Mild hydrocracking 1, fermo per manutenzione programmata.
Ieri il tam tam mediatico aveva fatto rimbalzare
un'indiscrezione secondo la quale l'apertura del portellone della cisterna
sarebbe stata avviata senza la prevista autorizzazione scritta. Questo ultimo
sarebbe dovuto restare chiuso perché l'azione di pressurizzazione con l'azoto
sarebbe stata ancora in corso.
"Nessuno - ha detto a riguardo il segretario generale
della Cgil sarda Enzo Costa - può
nascondersi dietro l'alibi di un permesso firmato o non firmato. Sarebbe
comunque gravissimo apprendere ufficialmente che dentro la raffineria le
operazioni di lavoro vengano svolte in maniera spontanea, addirittura decise da
singoli lavoratori".
La commozione e lo sciopero. Appresa la tragedia già in molti
ieri avevano lasciato nei cancelli della Saras rose rosse e bianche. Un simbolo
di cordoglio per le vittime da parte di amici in, parenti e colleghi in lacrime partecipi per
la morte dei tre operai. Fiori ma anche protesta e sdegno all'indomani della
tragedia per queste vite spezzate. E anche lo sciopero dei metalmeccanici in
corso sarà protratto fino a lunedì. In mattina oltre 500 operai bloccavano i
cancelli della raffineria impedendo il passaggio delle autobotti che
riforniscono impianti e depositi di carburante. A le sole autobotti che dovevano
svuotare i liquidi e i gas stoccati oltre i limiti di sicurezza nei serbatoi è
stato permesso di accedere agli impianti.