Opel, in lizza solo Fiat e Magna
attese domani le loro offerte

Fumata nera sul destino della casa automobilistica tedesca
Il ministro dell'Economia zu Guttenberg: "Decisione entro venerdì"

28-05-2009 | Economia | Luisa Piras

zu Guttenberg

BERLINO - Il destino di Opel rimane ancora in bilico e sul filo del rasoio di uno scontro politico: in campo Europa, guidata dalla Germania e dalla cancelliera Angela Merkel, e gli Stati Uniti di Barack Obama.  Portavoce del potere tedesco, il governatore dell'Assia, Roland Koch ha dato un ultimatum agli americani che entro le 14 di domani, fuso orario italiano, dovranno chiarire la loro posizione e offrire elementi per un possibile compromesso. Se così non fosse, salterebbe tutto e un'insolvenza controllata di Opel diventerebbe più probabile.

La situazione risulta quindi delicatissima e segue le quasi 12 ore di trattative di questa notte,  risolte in un nulla di fatto. "E' stata una notte notevole - ha detto il ministro dell'Economia zu Guttenberg al termine del vertice - una notte che ha dimostrato che abbiamo a che fare con un tema complesso". "Penso che possiamo dire chiaramente che una buona parte dei problemi siano derivati da una combinazione di fattori - ha ribattuto Koch - i nuovi numeri della General Motors e una posizione negoziale non molto d'aiuto da parte degli americani, del Tesoro Usa". L'unico dato emerso dall'incontro, tenutosi nella cancelleria berlinese dalle 17:00 di ieri fino alle 4:30 di questa mattina, è la restrizione della rosa dei potenziali acquirenti alle sole Fiat e Magna. Il Lingotto e il produttore di componenti d'auto austro-canadese potranno presentare domani le loro offerte rielaborate alla luce degli incontri e degli sviluppi di queste ultime ore.

General Motors ha comunque fatto intendere una preferenza per Magna, che avrebbe già pronti 300 milioni per la GM. Secondo Koch, come riferisce l'agenzia di stampa tedesca Dpa, la Fiat vorrebbe rallentare i rapporti tra Opel e la casa madre. Inoltre il Lingotto prevederebbe di utilizzare motori propri sui veicoli tedeschi, mentre la Magna concentrerebbe le produzioni senza però abbandonare nessuno dei suoi elementi.

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