Duro colpo della Dia alla criminalità organizzata

Clan dei casalesi, a Napoli
sequestri per 50 milioni di euro

Tra i beni automezzi, polizze assicurative, immobili e conti correnti bancari

14-07-2009 | Cronaca | Luca Losito

DirezioneInvestigativaAntimafia

NAPOLI - L'hanno chiamata <<Operazione Cinquanta>> perché il valore dei beni sequestrati ammonta a oltre 50 milioni di euro. Ma c'è anche un altro motivo: si tratta della cinquantesima operazione di tipo finanziario condotta contro il clan dei Casalesi. Tra i beni posti sotto sequestro, oltre a immobili e società, molte delle quali intestate a prestanome, anche autocisterne, camion e automezzi. Posti sotto sequestro anche polizze assicurative e numerosi conti correnti. In uno di questi, intestato a un prestanome di Setola, sono stati trovati e sequestrati 60 mila euro. L'operazione, condotta dalla Dia di Napoli, colpisce il clan dei Casalesi e i loro alleati, dalla fazione bidognettiana a Giuseppe Setola, già detenuto, e ai Belforte di Marcianise, in provincia di Caserta.

Il sequestro, per oltre 50 milioni di euro, è il più grande effettuato nel Casertano dai tempi dell'operazione <<Spartacus>> che, alcuni anni fa, assestò un durissimo colpo alla camorra.

L'operazione è frutto di indagini patrimoniali che hanno portato all'emissione di provvedimenti nei confronti di cinque persone e di 30 prestanome ricollegabili alle stesse, dietro ai quali si celavano le attività di reimpiego e di riciclaggio dei proventi dell'attività criminale del clan dei Casalesi. I provvedimenti della magistratura sono stati notificati in carcere, dove sono detenuti per altri reati, a Giosué Fioretto, Antonio Della Ventura, Nicola Verolla, Giuseppe Setola e Pasquale Setola. Quest'ultimo, fratello di Giuseppe, leader dell'ala stragista dei Casalesi, imprenditore attivo nel settore degli appalti pubblici, attraverso la società <<General Impianti sas di Pagano Massimiliano & C.>>, di Casal di Principe, oltre ad essere affiliato al clan del Casalesi, è stato individuato quale terzo intestatario di numerosi dei beni illecitamente accumulati che sono stati sequestrati questa mattina nel corso dell'operazione. Pasquale Setola era già titolare di imprese commerciali, poi cedute a terzi per evitare i sequestri una volta che il fratello Giuseppe era divenuto un personaggio noto a seguito delle stragi e dei molti omicidi avvenuti nell'estate del 2008. Le indagini patrimoniali hanno messo in luce l'esistenza di numerosi altri immobili e società intestate ad insospettabili terzi nel tentativo di aggirare le attività investigative e la conseguente attuazione della normativa antimafia.
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