Emergenza incendi in Sardegna

Le fiamme devastano l'isola,
in campo 10 aerei e 11 elicotteri

Berlusconi, preoccupato per la situazione, si recherà in Sardegna oggi o nel fine settimana

24-07-2009 | Sardegna | Maria Elena Tanca

Incendio

Cagliari - La Sardegna continua a bruciare. Sono sei le aree ancora in balia delle fiamme, che ieri hanno fatto due vittime nell'isola. Un canadair e tre elicotteri sorvolano il territorio di Arbus nel tentativo di spegnere gli ultimi focolai del rogo che ieri ha minacciato, tra l'altro, la spiaggia di Scivu e la colonia penale di Is Arenas. Due canadair sono impegnati in Gallura, a Loiri e Budoni. Un aereo della protezione civile sta operando nel sassarese, tra Semestene e Pozzomaggiore; un altro ancora in provincia di Oristano, sopra il monte Arci, nella morsa delle fiamme da circa 36 ore. Difficili le operazioni di bonifica: i territori colpiti dal fuoco sono troppo vasti e il vento, che soffia da nord a ovest, non aiuta. Nell'isola ci si prepara a un'altra giornata di battaglia viste le alte temperature previste e il vento. Oltre alle squadre a terra e ai mezzi del corpo forestale e dei vigili del fuoco, sono schierati sette canadair della protezione civile nazionale e undici elicotteri del servizio regionale. Altri due canadair sono attesi dalla Corsica e uno è in arrivo da Ciampino. Anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è detto preoccupato per l'emergenza  e potrebbe recarsi nell'isola oggi o nel fine settimana. Intanto questa mattina, nella sede della prefettura di Oristano, si è tenuta una riunione del centro coordinamento soccorsi per verificare lo stato degli incendi nella Provincia. Il vertice, presieduto dal prefetto Gianni Tuveri, ha lo scopo di programmare gli interventi per far fronte all'emergenza.

Il presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci, e l'assessore all'Ambiente, Giorgio Oppi, hanno effettuato un sopralluogo in elicottero nelle zone colpite dagli incendi. Sono partiti questa mattina da Cagliari per raggiungere la base del corpo forestale di Montresta, nel nord dell'isola. Si sono poi diretti a Pozzomaggiore, paese natale di Mario Piu, il pastore morto ieri pomeriggio nel tentativo di salvare il suo gregge. Cappellacci e Oppi sono attesi dal sindaco del Paese, che ieri aveva chiesto un intervento diretto delle istituzioni per superare l'emergenza.

L'opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale ha chiesto una riunione straordinaria perché la Giunta risponda delle affermazioni fatte dal responsabile della protezione civile Guido Bertolaso sul Corriere della Sera. In un'intervista al quotidiano, Bertolaso ha insinuato il dubbio che "in Sardegna il coordinamento delle attività a terra per lo spegnimento degli incendi non abbia funzionato come dovuto". Il sottosegretario, riferendo quanto raccontato dai piloti degli elicotteri, ha detto che "si è aspettato un po' troppo per chiedere l'intervento della protezione civile. Quando i mezzi aerei sono arrivati sui luoghi dove si erano sviluppati gli incendi i fronti del fuoco erano già un chilometro e anche un chilometro e mezzo". Secca la replica dell'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Oppi: "Non comprendiamo queste dichiarazioni che mi sembrano avventate. Effettueremo le verifiche con i nostri uffici e il presidente della Regione riferirà puntualmente in aula sullo stato dell'arte".

Le fiamme, oltre a causare lutti, hanno devastato intere aziende agricole, bestiame e pascoli. La Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha deciso di costituirsi parte civile contro gli eventuali "piromani killer". "Nei confronti di questi criminali", sostiene l'organizzazione, "ci dev'essere 'tolleranza zero'. Bisogna smetterla con le parole e passare ai fatti. Serve un segnale realmente forte per debellare un fenomeno che, purtroppo, miete anche vittime innocenti". Le fiamme in Sardegna hanno distrutto oltre 10.000 ettari, molti dei quali di macchia mediterranea.

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