OLBIA- "Sono solo cocci di anfore e qualche frammento di ossa". così Nicola Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, smentisce il settimanale "L'Espresso" che poche ore fa ha citato un articolo del quotidiano "L'Unione Sarda" datato 20 marzo 2005 in cui si fa riferimento al ritrovamento di trenta sepolture del III secolo a. C. nei giardini di Villa Certosa.
Nell'articolo si legge che Niccolò Ghedini avrebbe accompagnato addirittura funzionari della Soprintendenza archeologica e una pattuglia dei carabinieri del nucleo di Tutela sul luogo del ritrovamento. Una ricostruzione che corrisponde alle parole del premier quando parlava a Patrizia D'Addario di "sepolture "fenicie" del 300 a. C. " sotto il laghetto dei cigni.
C'è da rimarcare inoltre che la smentita di Ghedini apre comunque interrogativi curiosi visto che proprio i cartaginesi erano soliti seppellire spesso i loro bambini defunti dentro delle anfore. Un tipo di rituale che era stato preso dai greci e che gli archeologi chiamano "sepoltura in marmitta" o "a enchytrismos".
E le parole di Ghedini "cocci di anfore e frammenti ossei" sembrano proprio richiamare implicitamente uno scenario di questo tipo.